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(Separatismo e dialetto) " A causa della mancanza di motivazioni linguistiche, il separatismo meridionale (che si è costituito nel 1972 in Movimento dei contadini e dei proletari del Mezzogiorno e delle isole) oscilla tra il nazionalismo e il cosiddetto sub-nazionalismo. Si veda quanto si dice a proposito della sub-nazione meridionale conquistata, colonizzata e sfruttata dalla sub-nazione settentrionale (nella quale soltanto si ritrovano i caratteri salienti della società italiana, e che pertanto sarebbe più coerente chiamare Italia, indicando il resto del paese, il quale presenta caratteri fondamentalmente diversi, con un altro nome)... (Nicola Zitara, L'unità d'Italia: nascita di una colonia, Jaca Book, Milano 1971, p. 14) e si confronti con quest'altra affermazione: «La questione meridionale, nella misura in cui è questione di dominio coloniale sulla nazione meridionale, nella stessa misura dovrebbe essere scontro tra Sud e Nord, in vista della emancipazione del Meridione » (Nicola Zitara, Il proletariato esterno, Jaca Book, Milano 1972, p. 36). Si rilevi, se non altro come indice di uno stato d'animo, la ventilata rinuncia del nome Italia, che una volta era proprio dell'estremo sud della penisola, in favore di quella parte del paese una volta nota come Gallia, sia pure Cisalpina. Da notare che esiste pure un microscopico separatismo (o, meglio, autonomismo radicale) di segno opposto. Nato in Piemonte come MARP (Movimento Autonomista Regionale Piemontese) con un certo successo elettorale, si trasformò poi in Movimento Autonomista Regionale Padano, mantenendo la stessa sigla. La sua partecipazione alle elezioni politiche fu un fiasco e il MARP si dissolse. E'però sorto al suo posto un minuscolo nuovo Movimento Autonomista Libera Padania con centro, stavolta, a Milano, senza motivazioni linguistiche, ma con un certo odio economico-culturale verso gli immigrati meridionali. Il nome Italia sembra così non piacere nemmeno ai padani. Per quanto riguarda invece una motivazione linguistica cosciente nell'ambito dei dialetti alto-italiani, si è ancora segnalato, e da tempo, il Piemonte. Già negli anni Venti, un sodalizio di ispirazione felibristica, la Companìa dij Brandè (Compagnia degli Alari) operò una normalizzazione ortografica e grammaticale del piemontese, rifacendosi a tentativi sette-ottocenteschi, ed esprimendo due poeti di buon livello, Nino Costa e Pinin Pacòt. Nel secondo dopoguerra, l'opera del sodalizio è continuata portando fra l'altro alla costituzione della neo-felibristica Escolo dòu Po che ha raccolto occitani, franco-provenzali e piemontesi devoti agli idiomi materni. L'associazione, assai benemerita, sembra essersi dissolta a causa delle spinte centrifughe provocate dalle sue tre componenti linguistiche. Oggi esiste comunque una microkoinè piemontese perfettamente unitaria, con i suoi vocabolari, la sua grammatica (Gramàtica Piemontèisa di Camillo Brero, Torino 1967) che ha già avuto diverse edizioni e ristampe, le sue pubblicazioni periodiche (il mensile Musilcalbrandè e l'almanacco annuale Ij Brandè), il suo istituto di cultura (Ca dë Studi Piemontèis), la sua vivace letteratura poetica (Giuseppe Gastaldi, Gustavo Buratti,...) e che corre addirittura il rischio di essere insegnata in tutte le scuole del Piemonte secondo una recente proposta di legge regionale del socialista Calsolaro (la quale ha scatenato però l'opposizione degli occitani, dei francoprovenzali, dei lombardi occidentali e dei liguri settentrionali che fanno parte della regione Piemonte ma che non riconoscono ovviamente il piemontese come lingua materna). Questo acceso piemontesismo linguistico ha prodotto perfino, in questi anni, due piccoli movimenti politici a rigida motivazione etnico-linguistica: a destra, Assion Piemontèisa (Azione Piemontese), sorto nel 1972, che si riallaccia in certo senso al filone del MARP per la larvata polemica contro gli immigrati meridionali e la marcata apologia della voglia di lavorare e di produrre ricchezza dei piemontesi i cui frutti vengono dilapidati dallo stato italiano; a sinistra, ALP (che vuol dire Alpi ma è anche la sigla di Associassion Liber Piemònt), nato nel 1973, che è marxista-leninista e vuole esprimere le rivendicazioni terzomondistiche della montagna e delle campagne piemontesi tanto contro lo stato italiano quanto contro la metropoli regionale (Torino), capitalistica e depiemontesizzata, ricercando altresì un'alleanza organica con gli immigrati meridionali. La destra e la sinistra piemontesiste si distinguono anche per l'uso di due diversi vessilli: Assion Piemontèisa sventola infatti la croce di Savoia col lambello a tre gocce mentre ALP inalbera il tricolore giacobino della nassion piemontèisa (1798-1799) che è rosso-azzurro-arancione. Entrambi i movimenti pubblicano omonimi organi di stampa dove usano la microkoinè. Il movimento piemontesista respinge la definizione di dialetto per la propria parlata materna e usa al suo posto il termine di lingua regionale che è mutuato dalla francese legge Deixonne. Altri dialetti alto-italiani (dal ligure al romagnolo), pur producendo una letteratura pregevolissima, non mostrano invece, almeno finora, smanie di affermazione politico-culturale. E' però appena sorto, sull'esempio piemontesista, un raggruppamento lombardista che per ora agisce come sezione Lombardia, Ticino e Grigioni Italiani dell'AlDLCM e sembra perseguire due finalità: costituire una microkoinè lombarda valida sia in Italia che in Svizzera in tutti i territori dello stesso segno dialettale e porsi successivamente come nucleo costitutivo di una nazionalità padana la cui coscienza linguistica sta esprimendo i primi incerti vagiti (si parla di etnia padana o gallo-italica escludendo per ora le parlate venete e riducendola quindi a piemontesi, lombardi, liguri, lunigiani, emiliani, romagnoli e marchigiani settentrionali). Si veda in proposito il benevolo articolo di Federico Formignani sul «Giornale della Lombardia» (a. IV, n. 2, 10 febbraio 1974), un periodico abbastanza vicino al consiglio regionale lombardo. Da parte loro, i veneti stanno codificando la lingua veneta e la sperimentano sulla rivista Popolo Veneto il cui primo numero è uscito a Mogliano nel 1974. A proposito della lingua padana che ci si prefigge, sia pure a lunga scadenza, di costituire (un po' sull'esempio degli arpitanisti valdostani) non è inutile rammentare queste parole autorevoli di Gerhard Rohlfs: «La stretta parentela esistente fra il tipo linguistico occitanico e quello della lingua "lombarda" degli Italiani settentrionali doveva conferire alla loro lingua una "aura" naturale e letteraria. Molto tempo prima dell'influsso poetico esercitato da Dante e Boccaccio, nell'Alta Italia si era sviluppata una koinè padana (di tipo veneto-lombardo) di ampio uso letterario. Nel corso del Duecento questa koinè era già sulla via di assurgere a lingua letteraria nazionale. Essa veniva già sentita, e non di rado, come una lingua romanza indipendente, allo stesso livello delle lingue francese e "toscana"» (Studi e ricerche su lingua e dialetti d'Italia, Sansoni, Firenze 1972, pp. 157-158). Giacomo Devoto, nel suo Il linguaggio d'Italia (Rizzoli, Milano 1974, pp. 238-239) sembra d'avviso leggermente diverso: «Se anche si deve rinunciare alla ipotesi accarezzata da qualcuno in passato di un principio di lingua letteraria comune a tutta l'Italia padana, si deve riconoscere nei testi "franco-veneti" questa aspirazione a uscire dal campanile per guardare a una più ampia regione». La nascita mancata di una lingua padana è ricondotta, intelligentemente, da Devoto, a questa causa: l'Italia settentrionale non ebbe fino al pieno XIII secolo [...] l'aiuto di un potere politico, sensibile al prestigio culturale...». Peccato che l'illustre glottologo aggiunga quest'altra motivazione psico-climatica: «...nè la spontaneità appartata dell'ambiente umbro cosi caldo e genuino». A questo punto, noi vogliamo significare al lettore che ci limitiamo a trasmettergli alcune informazioni su eventi che accadono in ambiti minimi e che ci sembrano tuttavia sintomatici. Non ci esprimiamo, quindi, sulla fondatezza teorica delle rivendicazioni piemontesiste e padaniste. Se da un lato è indubbio che i tratti caratteristici dei dialetti alto-italiani sono abbastanza simili tra di loro e divergono notevolmente tanto dall'italiano ufficiale quanto dai dialetti del centro e del sud della penisola (ma ne divergono quanto il catalano dallo spagnolo o quanto l'aragonese dal castigliano?), da altro lato ci pare che l'italianizzazione del territorio alto-italiano (e delle sue parlate) sia in una fase davvero avanzata, irrimediabilmente segnata, poi, dalla massiccia immigrazione di italiani del centro e, soprattutto, del meridione. Piemonte e Lombardia presentano, da questo punto di vista, una situazione opposta a quella del Friuli e della Sardegna (che sono regioni di forte emigrazione e di bassa immigrazione di diverso segno linguistico). Sono, probabilmente, irricuperabili alla parlata materna. Quelli dell'ALP cercano di aggirare l'ostacolo puntando sulle smilze aree depresse ed emarginate che contornano le grandi oasi del benessere (ormai convertite alla lingua di stato e dove, spesso, la maggioranza della popolazione proviene da altre regioni): ma ci sembra che puntino su di un cavallo tanto nobile quanto zoppo. Il padano, del resto, è di là da venire anche nelle aree alto-italiane all'estero (Ticino, Grigioni italiani, Istria) dove la popolazione difende la propria identità linguistica adottando (a torto o a ragione) proprio l'italiano ufficiale. Se si passa a esaminare la situazione dei dialetti basso-italiani, dovremo fare considerazioni del tutto diverse. Queste parlate, assai più simili all'italiano di quelle settentrionali (a parte piccole aree arcaiche), appaiono abbastanza ben conservate sul loro territorio a causa del sottosviluppo economico, dell'isolamento socioculturale, dell'emigrazione massiccia e dell'immigrazione irrisoria, al punto da presentare caratteri vistosamente propri. A una pregevole produzione letteraria deliberatamente dialettale (abruzzese, napoletana, lucana, siciliana) non si affianca però nessuna rivendicazione cosciente di tipo linguistico-politico, all'infuori di un tentativo neo-sicilianista per ora circoscritto in ambito assai limitato. Il siciliano ha, del resto, a dispetto dei suoi caratteri decisamente italiani, una tradizione autonoma illustre che è durata a lungo nel tempo. Oggi, spentisi gli echi della rivolta separatista dell'immediato dopoguerra, alcune istanze nazionali siciliane (tanto politiche quanto linguistiche), sono avanzate dal movimento Sicilia Nostra, che ha provveduto a una nuova codificazione della lingua dotandola di una nuovissima ortografia. Il movimento si appoggia a un istituto culturale, il Centro Studi Storico-Sociali Siciliani che sta approntando una poderosa Storia della nazionc siciliana in cinque volumi, l'ultimo dei quali è significativamente intitolato «Il secolo della dominazione attuale (1860-1960)». Anche i dialetti centro-italiani sono scossi dalla ventata della rivendicazione micro-etnica: sta infatti formandosi una lingua corsa (appena ammessa dal governo francese ai piccolissimi benefici della legge Deixonne) ma le sue vicende si svolgono fuori dai confini dello stato italiano. Torniamo dunque al nostro discorso: piemontesi e siciliani, o meglio alto-italiani e basso-italiani, fanno o meno parte di comunità per le quali si configura l'ipotesi di minoranze linguistiche? Dal punto di vista della costituzione, che è quello che conta, la risposta è chiara: no. Anche se i linguisti parlano dell'italiano come maggioranza di minoranze» (Pellegrini) e sostengono che «gli italiani sono bilingui, nel senso che parlano tanto l'italiano quanto il loro dialetto particolare (Gregor), è evidente che la costituzione distingue nettamente tra lingue e dialetti. Il regime linguistico italiano tutela infatti i sud-tirolesi in quanto cittadini di lingua tedesca e non per il loro dialetto bavaro-tirolese, i valdostani in quanto di lingua francese e non per il loro dialetto arpitano orientale, gli sloveni in quanto di lingua slovena e non di dialetto krasko, i ladini in quanto ladini e non in quanto gardenesi e badiotti. Ferma restando la possibilità e l'opportunità di compiere correzioni all'interno del sistema (ad es.: i dialetti friulani possono e devono essere aggregati agli idiomi ladini e svincolati dalla loro presunta italianità linguistica) non è tuttavia nè opportuno nè possibile prescindere dalla dicotomia lingua-dialetto (cioè tutela-non tutela) senza prescindere dall'attuale ordinamento costituzionale. A noi (e non solo a noi) sembra inoltre che friulano e sardo, ad esempio, divergano assai più dall'italiano di stato che non il piemontese o il siciliano. Ciò non significa che i particolari valori, anche linguistici, di tutte le comunità regionali o sub-nazionali dello stato italiano non vadano salvaguardati e incoraggiati pur senza ricorrere all'art. 6: anche all'interno delle stesse minoranze linguistiche dove esistono preziose peculiarità dialettali che è bene non sacrificare, per quanto è possibile, alla lingua di cultura cui sono subordinate." |
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O LIGÛE : ÛNNA LENGUA CIÛ ANTIGA CHE ROMMA Besêugna dappêu aspëtâ 610 anni , primma che a giacobinn-a repûbblica do Napoleon a l'aggie a ciammâse "Ligure" , a danno da gloriosa Repûbblica de Zena , finn-a a-o triste avvento do regno d' Italia c'o daià i confin attuali da nostra region . Fra l'ätro i confin son stæti ancon ciû ridotti da-o mandrêugno Rattazzi , c'o l'ha misso ben ben de territoio ligûe in ta so provinçia , Alessandria . Se vedde dunca che o popolo ligûe o l'è ûnna de componenti etniche fondamentali da Padania , ben ben a-o de là di so streiti confin . E a Ligûia a l'è stæta çertamente ûn di pochi territöi abitæ da popoli autoctoni , pe esempio comme i Baschi , che in ti secoli han sacciûo mëgio tegni l' originaia identitæ e dove quæxi inexistenti son stæti insediamenti de ätre etnie preromann-e ( Galli , Etrûschi ....) . Asci da-o punto de vista da lengua , l'ûso do ligûe o l'identifica in mainea abbastansa ciæa i confin de questa äia : da Monaco a ovest , finn-a ä foxe do Magra a est , mentre a nord a va ciû in la di so confin geografici finn-a a comprende Ormea e Garessio in Val Tanaro , Alto e Capuana in provinçia de Cûneo , l'Oltregiogo finn-a a Novi , a Val Trebbia a sûd de Bobbio e l'erta Val di Taro finn-a a Borgotaro . Sempre pe quello che riguarda a lengua ligûe , o prof.Toso , o l'ha de reçente fæto ûnna analisi basà in sci scarti lenguistici tra o ligûe e l'italian , c'a l'ha mostrou scientificamente a grande diverscitæ tra e due lengue , valutà in ben 24 punti , ben ben de ciû , pe fâ 'n esempio , de quante o catalan , oramai da tûtti consciderou ûnna lengua , o se differensie da-o castiggian (16 punti) . Za questo o ne fa capî quante a segge grande l' ingiûstissia , c'a nega a dignitæ a ûn popolo e a so lengua , antighi comme l' ommo . Son ancon tanti quelli che anchêu no san che in to ligûe parlou , tante son e poule de origine preromann-a : anciûa , savatta , ciappa , masca , ruggio , mugugnâ ecc...ecc... E ghe de ciû : ghe son de poule latinn-e , derivæ dappêu in te l'italian , che son originæ da antighi vocaboli ligûi : pala (c'a l'ea 'nna pria tombale cianta in to terren ) , lebro>lepus>lepre, seca>seco>segare, darbone>talpone>talpa, ecc .. Da l'antigo ligûe l'è originaia a poula "Apennino" , derivà da-o ligûe pre-roman "penna" , c'o voeiva dî cimma , monte , collegou a-o segnô di monti ligûi : PEN . O l'ea o Segnô dë cimme e da fertilitæ e o so nomme o l'è ä reixe de tante poule che se creddan de origine latinn-a , comme "penna, pene, pennino, pinna, pinnacolo," ecc...ecc... , ma che a-o contraio g'han ûn origine ligûe , tanto che ancon a-i nostri tempi a poula "roncola" in Ligûia a l'è ciammà penacu/penatu . Questo fæto chi o ne fà collegâ o nostro popolo co-i antighi abitatoî da Gran Bretagna , i Pitti/Caradones , che ean de genti ascimilabili a-i Ligys de Esiodo . Ancon oua e ciû erte cimme di monti scosseixi se ciamman Ben , 'nna forma ûn po ciû arcaica do Pen ligûe , mentre ciû a sûd ghe son i Monti Pennini e PENN l'è o nomme galleise pe dî testa . No scordemmose poi che Albion a l'ea a Gran Bretagna a-o tempo di Romani e che Albion o l'ea ûn eroe ligûe , figgio de Poseidon . Tra e ätre caratteristiche che dan a-o ligûe 'nna dimension europea , l'è l'ûso , comme in to françeise e in ti ätri dialetti paden , do "mi" pronomme personale de primma personn-a . Questo o l'è ûn retaggio do ligûe preroman , za che l'ûso de questo pronomme o no l'existe in ätre lengue conosciûe comme o Venetico , o Retico e o Gallico . Sempre in comûne co-i ätri dialetti paden do Nord-Ovest o ligûe o g'ha l'ûso da U lombarda o françeise , caratteristica questa che a l'è presente in te quelli popoli dove a componetnte Pittica a l'è restà forte ( galleise , bretone , cornico , lengue germaniche ) . No va dappêu ascordou che propio a-o çentro do Nord Italia , a Canegrate vixin a Bûsto Arsizio , gh'è 'nna antiga necropoli ligûe do XIV secolo A.C. , lì a testimoniâ a presensa etnica ligûe ben ciû a-o de là da nostra attuale region . Pe arrivâ ä conclûsion emmo visto che o Ligûe moderno o l'ha di ciæi agganci fonetici co-a so lengua antiga e co-e lengue de l'äia europea çentroossidentale , ûn tempo abitâ da-i antighi Ligys . E gh'è chi dixe che foscia a Y de Ligys a l'ea za o son da U . Resta o fæto che in t'a nostra lengua e poule che no seggian de origine latinn-a son quæxi o 30 % . E ghe da dî che foscia tante poule latinn-e ascondan ûn origine ligûe . Basta vedde quello che dixeiva o Gaetano Poggi , ûn stûdioso zeneize in to 1900 : "Zena , a çittæ eterna do mâ , a pêu compette con Romma pe antighitæ e a pêu vantâse de 'nna çiviltæ preromann-a e de 'n antigo dialetto mediterraneo c'o l'è stæto a base lenguistica pe a formassion do latin e dappêu de tûtte e lengue conosciûe sotta o nomme de neolatinn-e" . Quello che l'è segûo l'è che a scrïtûa a l'è docûmentà in to Nord Italia quæxi ûn secolo primma che in to Lazio , a dimostrassion che a çiviltæ de Romma , finn-a a che a no vegnisse 'nna potensa militare , a l'ea inferiore a quella di Ligûi . |
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Mariama , a figgia co-i êuggi tristi tradûto da o GRAMNA In tempi de G-8 dove tûtti , finn-a o Agnoletto e o Casarini , parlan de paixi pövei co-i bacchi in man , (ma dappêu guai a staccâli da lö carega pe mandâli a fâ quarcösa de bon in te quelli paixi li ) , porto ä luxe 'n esempio de quella c'ha l'è a vëa miseia , pe fâ capî a-o scio Mano Chao o a-o scio Bono di U2 che levâ o debito di paixi pövei serve a ben poco se poi no se va a agiûttali lazzû . Questa a l'è a stöia de 'nna figgia da comunitæ Tanina a-o nord do Ghana , a 1100 km dä capitale Accra . A descovrila son stæti di mëghi cûbann-i : e so tette peisan 10 chilli l'ûn e a no pêu manco camminâ . S'a no riceive 'nna cûra e ûnna operasion urgente a pêu asci moî. A stà assettâ tûtto o giorno in scia so coverta rêusa e da o so trono a l'ammia i ätri da comûnitæ louâ . A l'è coscì da tanti anni , da quande ûn bello giorno i so sen son cresciûi in mainea esagerâ . Quande o poæ o l'è morto e lë a s'è attrovâ sola , destinâ ormai ä moî , ammiâ da-i curiosi e dispressâ da ätri , a tribû do vëgio Alhay a l'ha piggiâ comme parte da so famiggia . Se pêu dî che Mariama a no l'ha posciûo ancon conosce o peiso da vitta africann-a . Da quande a l'ea piccinn-a a fâghe compagnia gh'è söo o silençio , e i cienti di so êuggi tristi son l' ûnica mainea de manifestâ i so sentimenti . A vive ascosa in ta comûnitæ Tanina , ûn distreito de Wa , in te 'n posto dove mai gh'ea arrivou ûn mëgo . Se conta che in te nêutti o vëgio , za çentenäio , Alhay o s'assûnnesse Mariama e ommi e donne che arrivavan in ta comûnitæ vestïi de gianco . O stregon do villaggio o dixeiva che queste proiessoin divinn-e ätro no ean dovûe che a demensa de 'n vëgio , za orbo da tanti anni . Nisciûn l'aiva coscì posciûo decifrâ quei sêunni , finn-a che ûn bello giorno Yumino , 'nna nessetta de Alhay , a l'è corsa da-o so messiavo criando che i ommi co-a camixa gianca ean chie . Ean mëghi cûbann-i . O mëgo c'o dirigeiva a miscion medica , Rodolfo Martinez Arias , e i ätri mëghi han vixitou tûtta a gente da comûnitæ , 655 personn-e , tante donne e tanti garçonetti , che vivan in te condissoin che dî precäie l'è dî poco . L' è stæto dappêu che giando câ pë câ ûn di mëghi o l'ha attrovou 'nna capannetta ascosa , 'n pittin fêua da-e ätre capanne . A forte spussa che a l'arrivava da drento a l'ha fæto descrovî questa figgetta da-i êuggi tristi , assettâ in sce 'nna coverta e tappâ in te 'nna mainea strana . I mëghi sûbito pensavan che a fuise in stato interessante , ma quande l'han descoverta se son attrovæ 'nna triste sorpreisa . Due grandiscime tette totalmente deformæ . O mëgo Martinez o dixe che a causa a seggie ormonale e che a se possa cûrâ con 'nna operassion chirûrgica , za che o no l'è o primmo caxo capitou : asci in Haiti mëghi cûbann-i n'han attrovou ûn caxo pægio . Segundo quello c'o dixe o chirûrgo Elvis Pardo , a mëgio cösa saieiva çerca ûn finansiamento in to Ghana pe questa operasion , za che l' ospiâ o no g'ha scûi pe questo tipo de interventi e a figgetta ancon meno . Cosci mentre i Stati Ûnïi spendan miggiæ de dollari in te armi o pe scistemi de difeisa stellare , ghe chi o se impegna pe mette de pesse a-e mötie do terso mondo . Mariama , s'a no vegnisse opera in tempi breviscimi , a pêu asci moî pe 'n mä cattivo a-o sen . Pe fortunn-a Mariama Issahaku l'han attrovâ in tempo . Oua a so vitta a continua ammiando a selva tûtti i giorni , a votte distræta , a votte pensosa , ma con po ciû de speransa da quande a sa che o mondo o conosce o so mä . Chissa che 'n bello giorno , manco tanto lontan , a possa rïe pe-a primma votta in ta so vitta . |
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INTERVISTA AL SEGRETARIO DEL M.I.L. FRANCO BAMPI : " A LIGÛIA A L'HA DIRITTO Ä SO INDIPENDENSA !" ...FINN-A Ä LIBERTÆ DA LIGÛIA !!! Quarche domanda pe conosce mëgio o "Movimento Indipendentista Ligure" : " O stato italian o l'è söo 'nna contro parte !" de Ilfaroligure@email.it
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O L'È A CIÄVAI L'OROSCOPO CIÛ ANTIGO DO MONDO Descrovimmo o mistëio di medaggioin de Ciävai , attrovæ in ta necropoli do Tigûllio . E ciû votte passa
che de importanti scoverte seggian fæte da gente c'a no l'è
specialista , ma c'a l'è animâ da 'nna grande pascion .
E o l'è quello che l'è passou a Ciävai , dove ûn
grûppo de amixi o l'ha deciso de mettise , in to so tempo libero
, ä louâ pe-o Museo Archeologico da çittæ , dove
son tegnûi i resti de l'antiga necropoli pre-romann-a de l' ottavo
secolo A.C. . Questo grûppo de amixi , formou da 3 inzegnê
, Baudà , Casaretto e Campagnoli , se son concentræ sorviatûtto
in sce 'n particolare, sovia o quæ i stûdioxi g'aivan dæto
poca importanza : i medaggioin çircolari che se son attrovæ
in te tombe femminili comme corredo fûnebre .
(fig.1) Resti do medaggion attrovou in ta necropoli de Ciävai
Questi medaggioin , a differenza de quello che se pensava , rappresentan de prêuve molto importanti e fan nasce insemme tante domande , asci pe quello che riguarda l'origine do popolo ligûe . Anche perchè se vedde in te ste medagge de conoscenze geometriche e astronomiche che no son da poco . Tanto pe commensâ i medaggioin son divisi in vintêutto settoî : questo o ne dixe che o l'ea 'n oggetto "lûnare" , ma o ne mostra asci 'nna bonn-a capaçitæ de partission do çercio . Ma i stûddi portæ avanti han ascì mostrou di dati ancon ciû interessanti : ingrandindo l 'immagine da placca fûnebre , con l'aggiûtto di moderni strûmenti , se son posciûe vedde de incixoin che rappresentan stelle e costellassoin . A ciû ciæa e ben vixibile a l'è quella de l'IDRA , ûnna costellassion za conosciûa da-i Babiloneixi .
A-o çentro do çercio
gh'è ascì ûn bêuggio , c'o l'è stæto
stûddiou con attension da-i 3 inzegnê , che se son convinti
de avei davanti ûn strûmento pe poei mezûâ o tempo
. E in ti fæti , l'è bastou mette 'nna barretta perpendicolare
in to bêuggio pe poei dêuviâ o medaggion comme s'o fuise
'nna meridiann-a , tanto de giorno con l'ombra do sô , che de nêutte
con l' ombra da lûnn-a . Ma o grande travaggio di 3 inzegnê
o no s'è fermou chie : han piggiou o medaggion che tra i 23 o l'ea
ciû ben conservou , dove l'ea poscibile vedde o zodiaco , o scorpion
, o sagittäio , a lûnn-a , venere , mercûio , o sô
, marte , giove , l'idra e ätre costellassoin e se son missi
a calcolâ , in base ä posiçion e ä distanza angolare
de stelle rappresentæ , a data in te quæ quelle stelle doveivan
avei avûo quella posiçion . Con particolari programmi dêuviæ
da archeoastronomi s'è posciûo ricostrûî a posiçion
di astri da medaggia e s'è scoverto che a data a saieiva quella
de l' 11 ottobre 887 A.C. .
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"CASTELLANETA COMME O SCINDICO GIULIANI " . PAROLLA DE MIRKO ODEPEMKO ! |
| I nostri
lettoî pêuan anâ a lëze chi l'è Mirko Odepemko
ä pagina do so scïto
: ma quæ son e precedenti esperienze politiche , se ghe son , de
Mirko Odepemko?
Io non ho esperienze politiche di rilievo, ma ogni giorno parlo di politica con mio Padre e soprattutto sono nato in un nucleo famigliare che masticava quotidianamente la politica. Questo sicuramente non è sufficiente ma e stata la spinta per affrontare la politica. Infatti, ormai da circa 5 mesi, conduco, con Giovanna Gandolfo, una trasmissione a TELETURCHINO, ogni martedì alle 21:30 dove parliamo di politica, di sociale e di ogni argomento che interessa la cittadinanza, invitando illustri ospiti come Giudici di Pace, Primari, Professori, Politici, Economisti, ecc. Vengo, inoltre, da una esperienza radiofonica di un anno dove conducevo, presso l'emittente Radio Lanterna, una trasmissione con un taglio simile alla trasmissione televisiva ma con la presenza maggiore di consiglieri comunali, ex-parlamentari , politici. Con queste trasmissioni ho potuto intervistare e soppesare i politici di vari schieramenti e l'unico che mi ha trasmesso ammirazione e indubbia trasparenza e sincerità è stato : Sergio Castellaneta. Ecco perchè Liguria Nuova Lista Castellaneta. Ghe fasso 3 domande in te ûnn-a : perchè ûn zûeno comme Lë o l'ha deciso de dâse ä politica , perchè o l'ha scelto de candidâse propio con Ligûia Nêuva e perchè ûn zeneize o dovieiva vötâ Ligûia Nêuva ? La politica è il mio primo amore, io sono laureando in Giurisprudenza e, forse, ho scelto il momento meno adatto per candidarmi, ma sono stufo di "mugugnare" senza fare niente di fattivo. Sono sceso in campo, per usare un' espressione ormai di moda, con Liguria Nuova perchè quando invitai Castellaneta alla Radio, un anno fa, mi resi conto, come ho detto anche prima, che era l'unico leader politico genovese di estrema sincerità che ammetteva i propri limiti e che non cercava di formulare frasi ad effetto solo per un pugno di voti. Ho scelto Liguria Nuova perchè ho molta libertà di azione: ho voluto la sede di Sampierd. (Via della Cella 52 rosso) e nel giro di 10 giorni l'ho ottenuta; se devo fare o prendere delle iniziative vengo appoggiato dal movimento e da Castellaneta, come nel caso dell'interpellanza comunale a favore dei commercianti ed abitanti di Via Buranello che sono stufi di avere una Via buia e rumorosa. Il Centro Sinistra ha promessso interventi che non sono mai stati messi in pratica. Io ho le mani legate perchè, per il momento, non faccio parte del Consiglio Comunale, ma Castellaneta si adopera per dare concretezza alle mie iniziative e per cercare di non renderle sterili. I propoxiti de Mirko Odepemko ûnna votta eletto in conseggio comûnale , ò in te l' opposizion ò in ta maggioranza : quæ son e esperienze personali che o pêu mette ò o vêu mette a disposission da çittæ ? I miei propositi sono molti o meglio vorrebbero essere molti, ma sono anche sicuro che molti dei miei propositi o progetti potrebbero diventare reali solo se Castellaneta diventa Sindaco di Genova, perchè avendo la maggioranza in Consiglio Comunale si ha maggiore possibilità di riuscita. Comunque io ce la metterò tutta per essere eletto come Consigliere Comunale e cercherò di mettere in pratica almeno il 50% dei punti del mio programma con proposte di legge, che stò già creando, e manifestazioni. Potete leggere il mio programma personale nella seguente pagina internet: http://www.odepemko.it/proposte.htm Le mie esperienze personali che posso mettere a disposizione della gente sono sicuramente la capacità di ascoltare le persone e di non prenderle mai in giro, perchè so cosa vuol dire non essere ascoltato e quanto fa soffrire essere presi in giro . Sicuramente in quello che sono maggiormente preparato è internet, i computer e l'amministrazione, visto che sono, ormai da più di una anno, Amministratore Delegato di una società di capitali (WEB DANCE s.r.l.) della New Economy. Mi piacerebbe informatizzare, ma nel vero senso della parola, in modo importante e significativo gli asili e le scuole elementari per dare la possibilitˆ ai nostri bambini, che saranno il futuro della nostra Genova, di imparare in modo semplice e veloce le nuove tecnologie che diverranno il loro "pane quotidiano". In te ûrtime elessoin comûnali o Castellaneta o l'aiva avûo ûn gran successo : saiei in graddo , Castellaneta comme Leader e viatri comme partïo , de ripette o mæximo boom de vöti ? E' vero, sarà difficile ripetere i risultati del '97, ma è vero anche che Castellaneta non ha mai smesso, in questi 5 anni, di essere costantemente presente e in mezzo alla gente, di ascoltarla e di dare risposte sincere. Mi è capitato di fare molte volte volantinaggio con lo stesso Sergio Castellaneta e ogni due o tre secondi si fermavano i passanti a stringergli la mano e a fargli i complimenti. Ho visto molte volte, invece, il Sindaco Pericu che usciva dal Comune attraversando tutta Via Garibaldi per raggiungere P.zza Fontane Morose dove è posteggiata la sua "auto blu" (di colore grigio) e nessuno, dico nessuno, che lo fermava per fargli i complimenti o per chiedergli qualcosa. Castellaneta è uno di noi, lo è sempre stato, Pericu è uno "snob" non è mai stato uno di noi. Perchè , segondo Lë , Forza Italia a no vêu puntâ comme scindico in sce Castellaneta ? Secondo me Forza Italia, come molti partiti della coalizione di Centro Destra e di Centro Sinistra, sanno che Castellaneta è un leader politico che dice "pane al pane, vino al vino" e difficilmente si farebbe piegare dalle lobby interne ai partiti. Secondo il mio parere, ed è per questo che ho scelto Liguria Nuova, Castellaneta è accomunabile al Sindaco Giuliani di New York (che non era ben visto, in principio dai grandi partiti americani); il quale per raggiungere ottimi risultati (soprattutto contro delinquenza e disoccupazione) ha dovuto piegare i vecchi assetti cittadini basati su lobby che soffocavano la città e i suoi cittadini, da troppo tempo. In tanti dixan che Ligûia Nêuva vêu dî Sergio Castellaneta : finïo lë , finisce o partïo . Quæ o l'è o so penscëo ? Liguria Nuova stà cercando di darsi un assetto tale da non essere più identificata solo con Castellaneta. E' un processo difficile ed impegnativo ma, visto il progetto, ho deciso di farne parte. Abbiamo gli uomini giusti. Castellaneta crede molto nei giovani, come il sottoscritto, che hanno sicuramente poca esperienza politica e molto da imparare, ma se seguiti ed aiutati hanno grinta sufficiente per fare bene. Proprio per questo motivo nel mio Staff, anche se preferisco chiamarla squadra, ci sono persone ed amici che mi seguono, come: Enrico OLANI (cand. circoscrizione Sampierdarena) che ha una notevole esperienza politica e io reputo il mio mentore; Giovanna GANDOLFO (cand. circoscrizione Sampierdarena e Cornigliano) che ha una notevole esperienza sociale per la sua presenza in associazioni di volontariato come la Ghirotti (per 10 anni) ed ora con Sostegno Genovese. Queste sono le persone a me più vicine e più care anche se ho un collaboratore per ogni circoscrizione di Genova (potete leggere le loro schede nella seguente pagina del mio sito: http://www.odepemko.it/collaboratori.htm ) che mi mettono a conoscenza dei problemi della loro zona di competenza per cercare di fare qualcosa di concreto e non le solite chiacchere "fumose da caffè". Un esempio su tutti, FLOCCARI che è membro del Consiglio di Circoscrizione dell'estremo ponente, mi ha portato più volte a fare un giro a piedi e in macchina per le vie di Voltri e Pra e mi ha segnalato problemi annosi che la Sinistra conosce molto bene, ma che non ha fatto altro che mandare, qualche volta, il Vice-Sindaco MONTALDO a fare dei sopralluoghi, lasciando le cose invariate. |
Movimento
Indipendentista Ligûe , Lega Nord Ligûia e Ligûia Nêuva
. No ghe paggian ûn po' troppi 3 partïi ötonomisti che
, ben o mâ , se rivolgian a-o mæximo tipo de elettorato ?
Si, a prima vista sembrano troppi e forse lo sono, ma la forza che contraddistingue Liguria Nuova, dagli altri partiti da Lei menzionati, è la figura di Sergio Castellaneta leader indiscusso del partito che viene visto come sindaco di una Genova bisognosa di aiuto e di concretezza come è stato il Sindaco Giuliani per New York. O mæ scïto o se occûpa de lengue locali , de tradissoin regionali , politicamente o l'è a sostegno de 'n vëo fedealiximo o in alternativa de 'nna forma ben ben avanzâ de deçentramento regionale . Cöse o pensa Lë de fedealiximo e devolussion ? Io penso che un vero federalismo alla svizzera, quindi avere le regioni con poteri equivalenti ai cantoni, sarebbe una grande cosa anche se non bisogna dimenticare che alcune competenze come la difesa, la politica estera ed alcune decisioni per la sanità ed altri campi di interesse nazionale devono rimanere assolutamente a Roma. Queste parole, sono convinto, che Le ha già sentite da molti politici e quindi, siccome io non lo sono, le risponderò francamente. Ogni qualvolta si cambia un sistema vi è un travaso di poteri (mi passi il termine) che sulla carta sembrano facili da travasare, appunto, ma che nel consueto controllo degli interessi, è un processo difficile e complicato. Mi spiegerò meglio con un detto che mio Nonno diceva spesso: "quando bisogna decidere di tagliare una nuova "torta" ognuno spera di avere la fetta più grande e la più colma di crema". Gh'è chi invece parla de indipendenza sûbito pe-a Ligûia , za che a decixon do Congresso de Vienna a no l'ea stæta confermâ da nisciûn plebiscito popolare . O so penscëo ? Io, sinceramente non sono per l'indipendenza assoluta della Liguria, come il Congresso di Vienna aveva stabilito, ma per una emancipazione della nostra regione dai giochi di potere provenienti da Roma o avvallati da Roma. Non è possibile che ogni qualvolta il nostro Presidente regionale Sandro Biasotti deve chiedere dei capitali , debba fare anticamera a Palazzo Chigi , sapendo che il nostro porto Genovese porta nelle casse statali 3.000 milliardi di Lire all'anno. Cöse o pensa invece do dialetto e cöse o credde se posse fâ pe sostegnî e no fâ möî o dialetto zeneize Io penso che il dialetto zeneize sia una parte essenziale della nostra storia genovese e di noi genovesi e quindi mi piacerebbe proporre, in consiglio comunale o provinciale, la possibilità di poter scegliere 1 ora alla settimana, presso gli asili, le scuole elementari e medie inferiori, di studiare e parlare il genovese in classe. Si potrebbe dare voce e quindi possibilità di insegnare ai nostri anziani il loro amato dialetto zeneize. Emmo visto in te settemann-a passæ quæ mugugni e polemiche pêuan nasce da 'n cartello con sciû scrïto ZENA : quæ o l'è o so penscëo riguardo a sta stöia chi ? Il mio pensiero è il seguente: Se ci sono delle regole bisogna rispettarle e se la legge prevede che non si possono mettere cartelli del genere, bisogna non metterli, ma dico anche che se le regole si vogliono cambiare lo si può fare e quindi...cosa stanno aspettando coloro che dicono di amare la cittadinanza e Genova? Mi riferisco a coloro che le regole possono cambiarle , cioè Pericu e tutta la sua Giunta. Io sono d'accordissimo nel mettere, all'entrata della nostra città , il cartello con su scritto "ZENA", ma sono, anche dell' idea che bisogna togliere i cartelli con su scritto "città denuclearizzata" visto che in Italia non esistono centrali nucleari e che il cartello è assolutamente inutile. Per quanto riguarda il cartello con su scritto "ZENA" stavo pensando di fare una petizione attraverso internet: lasciate un Vostro messaggio nel Forum del mio sito sotto la voce ZENA ( http://www.odepemko.it/forum.htm ) , se saremo in tanti potremmo far cambiare questa stupida regola. Castellaneta a meitæ de dixembre o l'ea anæto a Milan , a sostegno da manifestassion padann-a contra l'immigrassion clandestinn-a e a favô do nêuvo progetto de lezze pe l'immigrassion Bossi -Fini ? Odepemko comme a pensa riguardo a-i gravi problemi da clandestinitæ ? Sono stato anch'io a Milano in corteo pe la regolamentazione dell'immigrazione clandestina. La clandestinità è un grave problema e soprattutto un problema molto preoccupante visto che questa povera gente viene usata dalla criminalità come schiavi della illegalità. La schiavitù non è mai finita, al giorno d'oggi la maggiore schiavitù dell'uomo è la clandestinità. Per questo motivo la domanda che bisogna farsi a priori è: "Chi ha interesse ad avere, nel suolo italiano, migliaia di clandestini? Io fossi un clandestino me la prenderei con lo Stato che mi "ospita" o meglio che mi fa essere uno schiavo. Sarà utopia, ma a mio avviso ci vuole il pugno duro contro i clandestini che delinquono ma maggiore pugno duro contro coloro che non sono certamente clandestini ma che comandano e si arricchiscono sulla clandestinità altrui. Nel periodo di Natale c'erano in Via XX Settembre extracomunitari che vendevano CD masterizzati, magliette e cappelli griffati non originali, ecc. Qualcheduno quei prodotti glieli fornisce a quei poveri uomini che sono costretti a venderli per un pezzo di pane. Non vorrei aggiungere altro a riguardo anche se non riesco proprio a non dire ai politici di fare due passi, senza guardia del corpo e senza farsi riconoscere, fra i vicoli del Centro Storico e fra le vie della nostra città. Fra i tanti problemi de Zena , l'è de attualitæ quello de Acciaierie de Corniggen . Se porrià mai arrivâ a 'nna solussion c'a posse accontentâ tûtti , politiçi , imprenditô , abitanti e operai ? Il problema delle acciaierie di Cornigliano è un annoso problema e sarà difficile trovare una soluzione che accontenti tutti anche perchè mio padre mi dice sempre che quando si cerca di trovare una soluzione che accontenta due o più parti, ognuna di esse deve uscire, dalla trattativa, insoddisfatta perchè ha concesso, all'altra parte, una delle sue richieste. Comunque a parte ciò io penso che bisogna, in primis, accontentare o meglio proteggere la catena più debole cioè gli operai , poi proteggere la cittadinanza e la loro salute e poi, solo poi, l'imprenditore. Quando si hanno degli interessi da difendere è più facile proteggere le proprie lobby che rafforzano il partito e, raccontare delle balle agli operai e alla cittadinanza. E' indicativo il fatto che la Sinistra, negli ultimi tempi, escluso l'ultimo anno, ha governato la Regione, Provincia e Comune ed era anche promotore dei cosiddetti comitati spontanei composti dai cittadini. E' l'unico partito che riesce ad essere al governo e fare critica contro il governo stesso. ![]() |
Segondo lë , o corpo de man de Biasotti con l'emendamento in ta finanziaria 2002 o l'è stæto söo propaganda o ghe porrià sciortî quarchecösa de bon ? Il "Colpo di Mano" di Biasotti è stato, a mio avviso, giusto e coraggioso ; non ha pensato solo ai voti, come da anni ha fatto e stà facendo la nostra amata sinistra che in più di 10 anni non ha voluto risolvere il problema. Ricordiamo che solo per merito di Biasotti e della sua maggioranza (della quale fa parte anche Liguria Nuova) il problema acciaierie quindi: occupazione, inquinamento e fruimento del suolo prospicente al porto genovese che ha un valore inestimabile, è stato risolto. Non penso che sia una manovra politica per trovare consenso, anzi è stata una manovra concreta e coraggiosa, degna dalla fama di Biasotti uomo concreto e decisivo, in molte occasioni, per la nostra amata liguria. Indicativo sarebbe anche la grossa torta regalata a Natale dai vari comitati di Cornigliano al Presidente della Ragione Sandro Biasotti. C'o dagghe ûn voto pe i çinque anni do goerno Pericu La giunta Pericu è sicuramente stata "senza infamia e senza lode" come diceva spesso una mia prof delle superiori quando consegnava i temi corretti ai quali assegnava un "6 con tre meno". Il Sindaco Pericu e il suo Vice Sindaco Montaldo hanno saputo sfruttare alcuni momenti storici e, quindi, capitali provenienti da Roma o dalla Regione (il caso di Via San Lorenzo è indicativo: la stessa Via è stata rifatta per merito e con i soldi della Regione) per abbellire la città in alcuni suoi punti "dando fumo negli occhi ai cittadini". Pericu è un grande avvocato e professore ma non è un cittadino comune, ricordiamo che è uno degli uomini più ricchi di Genova che non cammina fra i cittadini, che non usa i mezzi pubblici come noi comuni mortali e quindi non sa e non può sapere minimamente cosa voglia dire abitare in alcune zone della città e quali sono i veri problemi della gente che combattono ogni giorno contro la delinquenza, contro i disservizi, contro una metropolitana che non ha fatto un passo avanti da quando c'è Pericu (non mi sembra che abbiano aperto nuove stazioni metropolitane), contro piccoli problemi quotidiani che sommati fanno diventare le giornate un calvario. Genova ha bisogno di un uomo nostro e come noi, che ascolta la gente comune e che faccia gli interessi della città, non solo di una parte di essa, che poi è sempre la solita. E ûn voto pe o travaggio d' opposission de Ligûia Nêuva Liguria Nuova ha cercato di mettersi al servizio della cittadinanza soprattutto con il suo leader che è sempre fra la gente ad ascoltare i genovesi e i loro problemi. Le faccio un esempio su tutti: Castellaneta ci dice, in tutte le riunioni, di dedicare uno spazio importante della nostra giornata nello stare ad ascoltare le esigenze della gente e di relazionargliele per fare petizioni, volantinaggio, manifestazioni e interpellanze comunali, provinciali e regionali. Tutto questo soprattutto per le questioni che la Sinistra reputa di poco conto. Vi dico questo perchè nella trasmissione che conduco con Giovanna Gandolfo su TELETURCHINO ogni martedì, abbiamo invitato un esponente dei DS, per parlare del problema acciaierie e dei problemi di Genova e dell'entroterra insieme ad un esponente di Forza Italia, mandando un fax alla loro Segreteria. Ci hanno risposto che non sono interessati alle tematiche e alla trasmissione. Giudicate Voi! Un altra piccolissima riflessione: avete mai visto i baroni della politica come Pericu, Marta Vincenzi, Montaldo, Burlando e quant'altri fare volantinaggio a contatto con la gente? Io mai! Castellaneta lo fa quasi sempre con volantini in mano che dà ai passanti come un comune cittadino che sente il dovere di fare qualcosa per i zeneizi e per zena. Quæ son segondo Ligûia Nêuva e neçessitæ prioritäie pe Zena ? Le priorità secondo Liguria Nuova sono purtroppo tante, vista l'incapacità di governare di Pericu, Montaldo e della sinistra tutta. Le vere priorità sono: - Spingere e sollecitare il Questore di Genova e le forze dell'ordine in generale ad essere più presenti nel territorio; - Risolvere il problema acciaierie e cercare di concedere quelle terre di valore inestimabile (ricordiamo che sono state date in concessione per 50 anni a Riva a 1400 lire (0,72 Euro) al metro quadrato, quando il loro valore è superiore alle 500.000 lire (258,22 Euro) al metro quadrato) a coloro che devono garanzie ai lavoratori e alla cittadinanza per uno sviluppo tale che impedisca un continuo spopolamento della città (10 anni fa eravamo in 800.000 abitanti, ora siamo 632.000); - Cercare di non sperperare soldi come nel caso della metropolitana e della società creata "ad hoc" per il cosiddetto Tunnel , la Genova Tunnel S.p.A., creata, caso strano, all'inizio della campagna elettorale e per accontentare una parte di imprenditori e lobby che vogliono e devono essere aiutati per aiutare; - Dare responsabilità, non solo nel prendere lo stipendio, per coloro che sono a capo di progetti importanti e non svolgono il loro lavoro secondo le aspettative e le tempistiche previste a priori. Gli esempi potrebbero essere infiniti: 1) Metropolitana; 2) lavori di vie e piazze che si tirano avanti da anni con scadenze disattese; 3) costruzione realizzate da poco che vengono a degradarsi producendo un danno per l'economia della città; 4) costruzioni realizzate con i soldi della collettività comunale e poi abbandonati e lasciati al degrado (vedi campi da calcio, bocce, basket e pallavolo, sulle alture di Voltri). Ricordiamo che Genova ha un debito altissimo e i bilanci sono incredibilmente in rosso da quando c'è la sinistra che ci governa. Questo è dovuto all'incapacità di governare la cosa pubblica o meglio di governarla in un certo modo.
Pe chi voese contattâ Mirko Odepemko ghe pêu scrive a-o so addresso email :
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No gh'ëa de gexe 2000 anni fa : a Gexa a s'attrovava in te quelli lêughi dove se predicava o Vanzê. L'è passou ben ben di anni ma e cöse , pêu pai finn-a strano , no son cangiæ poi coscì de tanto . Basta anâ a vedde l'aeroporto internassionale "Cristoforo Colombo" de Zena . Comme 2000 anni fa , ascì chi se sente a poula do Segnô : ma scibben l'exista o cappellan , o Don Mario German , no l'existe ancon a cappelletta . E , comme i antighi apostoli , asci Lë o l'esercita e so funsoin dove capita , dove l'ente aeroportuale o ghe metta a disposission ûn locale . Ûnna cappelletta , dunca , c'a no l'existe fixicamente , ma che za comunque a l'existe virtualmente . Provæ ûn po' a anâ a vixitâ o scïto de l'Aerocappellania de l'aeroporto zeneize : o l'è ûn scïto c'o merita vëamente de ëse vixitou , misso sciû no söo pe-i zeneixi , ma söviatûtto pe-i foresti che arrivan a Zena o che da Zena partan . Bella a presentasion grafica inissiale , c'a ne fà vedde sûbito a toua di argomenti do scïto in väie lengue . In ciû , o Don Mario , pe-i fedeli , o l'ha çercou de remediâ ä mancansa da cappella çernendo e gexe ciû vixinn-e a l'aeroporto co-i relativi oräi . Ma gh'è de ciû pe-o foresto chi l'arriva a Zena e vêu parteçipâ a 'nna Messa in ta so lengua : o pêu attrovâ a funsion religiosa in ingleise , tedesco , spagnollo e italian ciû vixinn-a , co-i menuti da fâ in macchina o in taxi pe arrivâ ä gexa . Gïando pe-o scïto poei attrovâ asci 'nna pagina di väi Santûäi ligûi , di interessanti penscei do Don Mario e ascì ûn forum dove a gente a ghe lascia salûi e messaggi . E poei asci scrivighe in zeneize : o Don Mario , scibben o no segge de Zena , o capisce ben a nostra lengua ....... |
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L'occaxon de rinnovâ i forti , de mette a nêuvo a storica çinta difensciva zeneize , a s'accompagna ä necessitæ de dâ vitta a ûn parco tematico ûnico in to sò genere in Europpa , donde saià poscibile attrovâ di agritûrismi e di alberghi , attrovâ bar e ristoranti , poei fâ attivitæ sportiva , anâ a-o çinema e a-o teatro . O comûne o l'ha za misso a punto ûn cian c'o partià in breive tempo : i primmi stanziamenti son za in arrivo . In te sta opëa o comûne o l'ha çercou ascì l'aggiûtto di privæ , e grendi grûppi che opëan in ti campi da cultûa e da riçerca se son za fæti avanti . Se tûtto l'anià ben , porriemo attrovâ a-o Forte San Martin ûn çentro telematico da poliscia , mentre a-o Forte Richelieu ghe saià o poligono de tïo de Carbinê e da Finansa . A comensâ co-i travaggi saià però o Forte Begou , dove za primma do 2004 porriemo vedde ûn palazzo do sport e 'nna schêua pe anâ a cavallo e de sale mûxicali . A nêuva vitta a l'arrivià ancon primma pe-o Forte Speron dove , in ta proscima estæ , o Teatro da Tosse o l'impià e nêutti co-i sò spettacoli . Tûtto in atteisa che in te sto Forte chi possan trovâ posto ûn ristorante panoramico , ûn albergo e tanti spazi pe mostre e convegni . I çentri de agritûrismo saieivan stæti decisi pe-i Forti Quezzi e Tenaggia , mentre ä Croxetta se faià ûn çentro pe-i zoëni , con attivitæ sportive e parchi de zêughi . E finimmo co-e ätre fortezze : a-o Puin ghe saià ûn rifûggio pe escûrscionisti , mentre pe-o Santa Tecla gh'è za ûn accordio cö çentro Tûmori pe fâne ûn di çentri de riçerca ciû avanzæ . A-o Forte Ratti infinn-e se pensa de fâghe ûn ostello pe-a zoentû . L'è l'ûnico moddo pe fâ rivive i nostri forti .....................
Chi de sövia poei vedde 'nna cartinn-a co-i forti de Zena |
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CAMOGGI A NO SE SCORDA DI SÒ FIGGI O paise levantin mobilitou pe çercâ de mandâ aggiûtti a l'ïsoa de Tristan da Cunha , dove vivan discendenti de 2 mainæ camoggin . Tristan da Cunha , scoverta in to 1506 da l'omonimo mainâ portogheize , a l'è l'ïsoa ciû diffiçilmente raggiungibile do mondo : a se trêuva a 37.08° sud e a 12.28° ovest , 2400 km de distansa dä Çittæ do Cappo e 1900 da l'ïsoa de S.Elena , dä quæ a depende comme amministrassion . Perchè a Camoggi e oua o Faro Ligure van a interessâse de sto tòcchetto de tæra de forma çircolare ( 78 Km quadræ ) e con ciû o meno 300 abitanti ? Ma perchè a stöia de questa ïsoa a no l'è söo ligâ a Napoleon , esiliou lì vixin a S.Elena , o fæta dä momenti de colonizzassion de tanti mainæ e offiziali ingleixi , olandeixi , americhen , ma ascì da Ligûi e pe-a ëse ciû precisi da due mainæ camoggin : Lavarello e Repetto . Eh sci , perchè in to lontan 1892 o Brigantin Italia , de 'n armatô ligûe , o l'aiva fæto naufragio contra i schêuggi de l'ïsoa e alloa i due mainæ , comme ringrassiamento , aivan deciso de fermâse lì e mette sciû famiggia . L'è pe questo che chi se pêu attrovâ mesc-ciæ a cognommi anglosassoni , ascì i cognommi Lavarello e Repetto .
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| A porrieiva
ëse 'nna straordinäia scoverta quella che han fæto di archeologi
in ta ciann-a brianzêua , pe-a precixon vixin a Montevëgio in
provinsa de Lecco . Tre piramidi che , da ciû de 5000 anni , stavan
lì , ascose , a testimoniâne e nostre origini storiche . A
scoverta dë ste tre piramidi a l'è stæta fæta pe
cäxo . Vint'anni fa , quella zona li , a l'ëa diventâ Parco
Regionale da Region Lombardia , e nisciûn , ma propio nisciûn
, s'ëa mai dæto conto de quello che se stava sciaccando co-i
pê .
L'è stæto analizzando 'nna fotografia da l'erto de quelle zone , che l'archeologo Vincenzo Di Gregorio o l'aiva notou ûn grûppo de strûttûe molto strane .
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