ARCHIVIO 2001-2002


30 ANNI DE LOTTA PË NOSTRE LENGUE
QUANDO E STATTUE CIANZAN SANGUE
ZENA LIBEA MA DA-I ANTIGLOBALIZZATOÎ
LETTÏA DE 'N  ITALIAN  A-O SCINDICO PERICU
O LIGÛE : ÛNNA LENGUA CIÛ ANTIGA CHE ROMMA
MARIAMA : A FIGGIA CO-I ÊUGGI TRISTI
...FINN-A Ä LIBERTÆ DA LIGÛIA !!
7/10/ 1571 - 7/10/ 2001 :L' ÛRTIMA CROXÂ
O L'È A CIÄVAI L'OROSCOPO CIÛ ANTIGO DO MONDO ! 
MÖΠ  PE-I   IMMIGRÆ  ?
"CASTELLANETA COMME O SCINDICO GIULIANI".
 A ZENA SE XÖA CO-A FEDE
ZENA A SE CRÊUVE A SCHENN-A
CAMOGGI A NO SE SCORDA DI SÒ FIGGI
 I LIGÛI COMME I EGISSIEN COSTRUIVAN PIRAMIDI !!!
 BIAGI , ZÛ E MAN DA-E NOSTRE LENGUE !
A FORTE IDENTITÆ A FÀ DO DIALETTO 'NNA LENGUA !
CIASSA CARLO GIULIANI ? NO DON LUIGI PARODI !





 

Trent'anni de lotta pë nostre lengue
(Separatismo e dialetto)
A lotta pe a difeisa di lengue italienn-e a l'è sempre stæta attiva in tûtta italia , ma e giuste raxoin di movimenti regionali che aivan comme proposcito proprio o rivendicâ a lô cultûa attrovavan  l' ostilitæ di goerni çentralli . Metto chi de sotta ûn tocco de 'n libbro , che ho trovou pe cäxo in sciä ræ , stampou quæxi 30 anni fa , scrïto da Sergio Salvi . O libbro , sciortio in to 1975 , o se ciamma " Le lingue tagliate. Storia delle minoranze linguistiche in Italia " . Riguardo a letteatûa ligûe l' autö o dixe che scibben a fuise a 'n livello bon , no gh'ea ancon ûn dexideio o ûn forte sentimento da poese tradûe in forma politica e l' è interessante vedde che nisciun l'ha inventou ninte , ma che o termine padania za 30 anni fa vegniva dêuviou pe segnâ i limiti da parte settentrionale de l' italia e o vegniva dêuviou da quarche movimentin regionale . A differenza l'èa però che 30 anni fa se parlava de separatismo meridionale e no comme in ti anni '90 de secession do Nord ..........

" A causa della mancanza di motivazioni linguistiche, il separatismo meridionale (che si è costituito nel 1972 in Movimento dei contadini e dei proletari del Mezzogiorno e delle isole) oscilla tra il nazionalismo e il cosiddetto sub-nazionalismo. 
Si veda quanto si dice a proposito della sub-nazione meridionale conquistata, colonizzata e sfruttata dalla sub-nazione settentrionale (nella quale soltanto si ritrovano i caratteri salienti della società italiana, e che pertanto sarebbe più coerente chiamare Italia, indicando il resto del paese, il quale presenta caratteri fondamentalmente diversi, con un altro nome)... (Nicola Zitara, L'unità d'Italia: nascita di una colonia, Jaca Book, Milano 1971, p. 14) e si confronti con quest'altra affermazione: «La questione meridionale, nella misura in cui è questione di dominio coloniale sulla nazione meridionale, nella stessa misura dovrebbe essere scontro tra Sud e Nord, in vista della emancipazione del Meridione » (Nicola Zitara, Il proletariato esterno, Jaca Book, Milano 1972, p. 36). Si rilevi, se non altro come indice di uno stato d'animo, la ventilata rinuncia del nome Italia, che una volta era proprio dell'estremo sud della penisola, in favore di quella parte del paese una volta nota come Gallia, sia pure Cisalpina. Da notare che esiste pure un microscopico separatismo (o, meglio, autonomismo radicale) di segno opposto. 

Nato in Piemonte come MARP (Movimento Autonomista Regionale Piemontese) con un certo successo elettorale, si trasformò poi in Movimento Autonomista Regionale Padano, mantenendo la stessa sigla. La sua partecipazione alle elezioni politiche fu un fiasco e il MARP si dissolse. E'però sorto al suo posto un minuscolo nuovo Movimento Autonomista Libera Padania con centro, stavolta, a Milano, senza motivazioni linguistiche, ma con un certo odio economico-culturale verso gli immigrati meridionali. Il nome Italia sembra così non piacere nemmeno ai padani. 

Per quanto riguarda invece una motivazione linguistica cosciente nell'ambito dei dialetti alto-italiani, si è ancora segnalato, e da tempo, il Piemonte. Già negli anni Venti, un sodalizio di ispirazione felibristica, la Companìa dij Brandè (Compagnia degli Alari) operò una normalizzazione ortografica e grammaticale del piemontese, rifacendosi a tentativi sette-ottocenteschi, ed esprimendo due poeti di buon livello, Nino Costa e Pinin Pacòt. Nel secondo dopoguerra, l'opera del sodalizio è continuata portando fra l'altro alla costituzione della neo-felibristica Escolo dòu Po che ha raccolto occitani, franco-provenzali e piemontesi devoti agli idiomi materni. L'associazione, assai benemerita, sembra essersi dissolta a causa delle spinte centrifughe provocate dalle sue tre componenti linguistiche. 

Oggi esiste comunque una microkoinè piemontese perfettamente unitaria, con i suoi vocabolari, la sua grammatica (Gramàtica Piemontèisa di Camillo Brero, Torino 1967) che ha già avuto diverse edizioni e ristampe, le sue pubblicazioni periodiche (il mensile Musilcalbrandè e l'almanacco annuale Ij Brandè), il suo istituto di cultura (Ca dë Studi Piemontèis), la sua vivace letteratura poetica (Giuseppe Gastaldi, Gustavo Buratti,...) e che corre addirittura il rischio di essere insegnata in tutte le scuole del Piemonte secondo una recente proposta di legge regionale del socialista Calsolaro (la quale ha scatenato però l'opposizione degli occitani, dei francoprovenzali, dei lombardi occidentali e dei liguri settentrionali che fanno parte della regione Piemonte ma che non riconoscono ovviamente il piemontese come lingua materna).

Questo acceso piemontesismo linguistico ha prodotto perfino, in questi anni, due piccoli movimenti politici a rigida motivazione etnico-linguistica: a destra, Assion Piemontèisa (Azione Piemontese), sorto nel 1972, che si riallaccia in certo senso al filone del MARP per la larvata polemica contro gli immigrati meridionali e la marcata apologia della voglia di lavorare e di produrre ricchezza dei piemontesi i cui frutti vengono dilapidati dallo stato italiano; a sinistra, ALP (che vuol dire Alpi ma è anche la sigla di Associassion Liber Piemònt), nato nel 1973, che è marxista-leninista e vuole esprimere le rivendicazioni terzomondistiche della montagna e delle campagne piemontesi tanto contro lo stato italiano quanto contro la metropoli regionale (Torino), capitalistica e depiemontesizzata, ricercando altresì un'alleanza organica con gli immigrati meridionali. La destra e la sinistra piemontesiste si distinguono anche per l'uso di due diversi vessilli: Assion Piemontèisa sventola infatti la croce di Savoia col lambello a tre gocce mentre ALP inalbera il tricolore giacobino della nassion piemontèisa (1798-1799) che è rosso-azzurro-arancione. Entrambi i movimenti pubblicano omonimi organi di stampa dove usano la microkoinè. 

Il movimento piemontesista respinge la definizione di dialetto per la propria parlata materna e usa al suo posto il termine di lingua regionale che è mutuato dalla francese legge Deixonne. Altri dialetti alto-italiani (dal ligure al romagnolo), pur producendo una letteratura pregevolissima, non mostrano invece, almeno finora, smanie di affermazione politico-culturale. 

E' però appena sorto, sull'esempio piemontesista, un raggruppamento lombardista che per ora agisce come sezione Lombardia, Ticino e Grigioni Italiani dell'AlDLCM e sembra perseguire due finalità: costituire una microkoinè lombarda valida sia in Italia che in Svizzera in tutti i territori dello stesso segno dialettale e porsi successivamente come nucleo costitutivo di una nazionalità padana la cui coscienza linguistica sta esprimendo i primi incerti vagiti (si parla di etnia padana o gallo-italica escludendo per ora le parlate venete e riducendola quindi a piemontesi, lombardi, liguri, lunigiani, emiliani, romagnoli e marchigiani settentrionali). Si veda in proposito il benevolo articolo di Federico Formignani sul «Giornale della Lombardia» (a. IV, n. 2, 10 febbraio 1974), un periodico abbastanza vicino al consiglio regionale lombardo. Da parte loro, i veneti stanno codificando la lingua veneta e la sperimentano sulla rivista Popolo Veneto il cui primo numero è uscito a Mogliano nel 1974. 

A proposito della lingua padana che ci si prefigge, sia pure a lunga scadenza, di costituire (un po' sull'esempio degli arpitanisti valdostani) non è inutile rammentare queste parole autorevoli di Gerhard Rohlfs: «La stretta parentela esistente fra il tipo linguistico occitanico e quello della lingua "lombarda" degli Italiani settentrionali doveva conferire alla loro lingua una "aura" naturale e letteraria. 

Molto tempo prima dell'influsso poetico esercitato da Dante e Boccaccio, nell'Alta Italia si era sviluppata una koinè padana (di tipo veneto-lombardo) di ampio uso letterario. Nel corso del Duecento questa koinè era già sulla via di assurgere a lingua letteraria nazionale. 

Essa veniva già sentita, e non di rado, come una lingua romanza indipendente, allo stesso livello delle lingue francese e "toscana"» (Studi e ricerche su lingua e dialetti d'Italia, Sansoni, Firenze 1972, pp. 157-158). Giacomo Devoto, nel suo Il linguaggio d'Italia (Rizzoli, Milano 1974, pp. 238-239) sembra d'avviso leggermente diverso: «Se anche si deve rinunciare alla ipotesi accarezzata da qualcuno in passato di un principio di lingua letteraria comune a tutta l'Italia padana, si deve riconoscere nei testi "franco-veneti" questa aspirazione a uscire dal campanile per guardare a una più ampia regione». 

La nascita mancata di una lingua padana è ricondotta, intelligentemente, da Devoto, a questa causa: l'Italia settentrionale non ebbe fino al pieno XIII secolo [...] l'aiuto di un potere politico, sensibile al prestigio culturale...». Peccato che l'illustre glottologo aggiunga quest'altra motivazione psico-climatica: «...nè la spontaneità appartata dell'ambiente umbro cosi caldo e genuino». 

A questo punto, noi vogliamo significare al lettore che ci limitiamo a trasmettergli alcune informazioni su eventi che accadono in ambiti minimi e che ci sembrano tuttavia sintomatici. Non ci esprimiamo, quindi, sulla fondatezza teorica delle rivendicazioni piemontesiste e padaniste. Se da un lato è indubbio che i tratti caratteristici dei dialetti alto-italiani sono abbastanza simili tra di loro e divergono notevolmente tanto dall'italiano ufficiale quanto dai dialetti del centro e del sud della penisola (ma ne divergono quanto il catalano dallo spagnolo o quanto l'aragonese dal castigliano?), da altro lato ci pare che l'italianizzazione del territorio alto-italiano (e delle sue parlate) sia in una fase davvero avanzata, irrimediabilmente segnata, poi, dalla massiccia immigrazione di italiani del centro e, soprattutto, del meridione. 

Piemonte e Lombardia presentano, da questo punto di vista, una situazione opposta a quella del Friuli e della Sardegna (che sono regioni di forte emigrazione e di bassa immigrazione di diverso segno linguistico). Sono, probabilmente, irricuperabili alla parlata materna. Quelli dell'ALP cercano di aggirare l'ostacolo puntando sulle smilze aree depresse ed emarginate che contornano le grandi oasi del benessere (ormai convertite alla lingua di stato e dove, spesso, la maggioranza della popolazione proviene da altre regioni): ma ci sembra che puntino su di un cavallo tanto nobile quanto zoppo. Il padano, del resto, è di là da venire anche nelle aree alto-italiane all'estero (Ticino, Grigioni italiani, Istria) dove la popolazione difende la propria identità linguistica adottando (a torto o a ragione) proprio l'italiano ufficiale. 

Se si passa a esaminare la situazione dei dialetti basso-italiani, dovremo fare considerazioni del tutto diverse. Queste parlate, assai più simili all'italiano di quelle settentrionali (a parte piccole aree arcaiche), appaiono abbastanza ben conservate sul loro territorio a causa del sottosviluppo economico, dell'isolamento socioculturale, dell'emigrazione massiccia e dell'immigrazione irrisoria, al punto da presentare caratteri vistosamente propri. A una pregevole produzione letteraria deliberatamente dialettale (abruzzese, napoletana, lucana, siciliana) non si affianca però nessuna rivendicazione cosciente di tipo linguistico-politico, all'infuori di un tentativo neo-sicilianista per ora circoscritto in ambito assai limitato. Il siciliano ha, del resto, a dispetto dei suoi caratteri decisamente italiani, una tradizione autonoma illustre che è durata a lungo nel tempo. 

Oggi, spentisi gli echi della rivolta separatista dell'immediato dopoguerra, alcune istanze nazionali siciliane (tanto politiche quanto linguistiche), sono avanzate dal movimento Sicilia Nostra, che ha provveduto a una nuova codificazione della lingua dotandola di una nuovissima ortografia. Il movimento si appoggia a un istituto culturale, il Centro Studi Storico-Sociali Siciliani che sta approntando una poderosa Storia della nazionc siciliana in cinque volumi, l'ultimo dei quali è significativamente intitolato «Il secolo della dominazione attuale (1860-1960)». 

Anche i dialetti centro-italiani sono scossi dalla ventata della rivendicazione micro-etnica: sta infatti formandosi una lingua corsa (appena ammessa dal governo francese ai piccolissimi benefici della legge Deixonne) ma le sue vicende si svolgono fuori dai confini dello stato italiano. Torniamo dunque al nostro discorso: piemontesi e siciliani, o meglio alto-italiani e basso-italiani, fanno o meno parte di comunità per le quali si configura l'ipotesi di minoranze linguistiche? Dal punto di vista della costituzione, che è quello che conta, la risposta è chiara: no. Anche se i linguisti parlano dell'italiano come maggioranza di minoranze» (Pellegrini) e sostengono che «gli italiani sono bilingui, nel senso che parlano tanto l'italiano quanto il loro dialetto particolare (Gregor), è evidente che la costituzione distingue nettamente tra lingue e dialetti. 

Il regime linguistico italiano tutela infatti i sud-tirolesi in quanto cittadini di lingua tedesca e non per il loro dialetto bavaro-tirolese, i valdostani in quanto di lingua francese e non per il loro dialetto arpitano orientale, gli sloveni in quanto di lingua slovena e non di dialetto krasko, i ladini in quanto ladini e non in quanto gardenesi e badiotti. Ferma restando la possibilità e l'opportunità di compiere correzioni all'interno del sistema (ad es.: i dialetti friulani possono e devono essere aggregati agli idiomi ladini e svincolati dalla loro presunta italianità linguistica) non è tuttavia nè opportuno nè possibile prescindere dalla dicotomia lingua-dialetto (cioè tutela-non tutela) senza prescindere dall'attuale ordinamento costituzionale. A noi (e non solo a noi) sembra inoltre che friulano e sardo, ad esempio, divergano assai più dall'italiano di stato che non il piemontese o il siciliano. 

Ciò non significa che i particolari valori, anche linguistici, di tutte le comunità regionali o sub-nazionali dello stato italiano non vadano salvaguardati e incoraggiati pur senza ricorrere all'art. 6: anche all'interno delle stesse minoranze linguistiche dove esistono preziose peculiarità dialettali che è bene non sacrificare, per quanto è possibile, alla lingua di cultura cui sono subordinate."

< vanni a toua di argomenti >
 
Quando e stattue cianzan sangue
Ho seguio ûnna bûgna sc-ciûppa in sce 'n scito internet sovia ûn fæto de stöia ligûe che a schêua italiann-a a no n'ha mai insegnou . Saieivan i massascri e i crimini de guæra fæti da i bersagge do La Marmoa doppo l'ordine do Re Vittöio Manuælo II (de segûo oua o se gia in scia tomba perchè o so nomme o l'ha sentio in ta lengua di zeneixi "vile e infetta razza di canaglie"). Asci quest'anno i bersagge son stæti a desfilâ a Zena , ma questo o no deve impedî de arrecordase quello che i nostri  vëgi han patïo pe o dexideio de libertæ . 

La repressione della rivolta di Genova dell'Aprile del 1849 fa parte di quelle pagine di storia che non si leggono sui libri della nostra scuola, al pari dell'insurrezione anti-sabauda di Torino nel 1864, del massacro garibaldino a Bronte e di tanti altri episodi. L''antefatto di questa tragedia è semplice: i genovesi non hanno mai accettato la forzata annessione al regno di sardegna sancita dal congresso di Vienna (un'annessione che non fu mai ratificata nemmeno da quei plebisciti - farsa avvenuti nel 1859 in altre regioni, cosicchè oggi la Repubblica di Genova è da considerarsi, per il diritto internazionale, sempre sovrana), e sono sempre rimasti fedeli alla loro Repubblica; episodi come i moti carbonari del 1821, considerati dalla storiografia tradizionali ispirati dall'irredentismo italiano, sono invece da considerarsi alla luce del mai sopito indipendentismo ligure. L'ostilità dei genovesi verso l'occupazione sabauda raggiunse l'apice dopo il 1848, quando emerse in tutta evidenza l'inettitudine dello stato piemontese. Nell'Aprile del 1849, dopo la sconfitta subita dai piemontesi a Novara da parte di Radetzky il momento sembrò propizio per sancire nuovamente l'indipendenza di Genova, una sollevazione della Guardia nazionale (composta da residenti) appoggiata dalla popolazione segnò l'inizio della rivolta. Fu allora che il re di Sardegna Vittorio Emanule II, definendo i genovesi "vile e infetta razza di canaglie" ordinò al generale La Marmora, a capo di 30.000 bersaglieri, di reprimere nel sangue l'insurrezione. Solo un prolungato bombardamento di diversi giorni, costato centinaia di morti alla popolazione civile (compresi i degenti dell'ospedale Pammattone), seppe avere la meglio sull'eroismo dei genovesi. Penetrati in città i bersaglieri di La Marmora si abbandonarono in sfrenate violenze sulla popolazione, senza risparmiare donne e bambini, tra le vittime ricordiamo Alessandro De Stefanis, studente savonese, ricordato da un monumento visibile nella chiesa di Oregina. I resti delle vittime sono oggi sepolti, senza peraltro nessuna lapide o segno di identificazione, nella chiesa dei Capuccini; a pochi metri di distanza, in Piazza Corvetto, per una crudele beffa, gli occupanti italiani hanno edificato un monumento equestre a Vittorio Emanuele, il sovrano massacratore del 1849. Uno scandalo dapprima denunciato solo da singole personalità del mondo intellettuale cittadino, come il professore Bampi o il dottor Matteucci, segretario dell'Arge, l'associazione Repubblica di Genova e membri del Movimento Indipendentista Ligure poi anche dalle forze politiche autonomiste: recentemente Francesco Bruzzone, capogruppo della Lega Nord in Regione, ha impegnato la giunta regionale a ricordare adeguatamente i patrioti del 1849. Cose vecchie, diranno i cinici, memorie storiche da custodire gelosamente, rispondiamo noi, perchè gran parte dei problemi dell'Italia del 2000 hanno la loro origine nel carattere brutale che ebbe il processo di unificazione nazionale, realizzato per volontà della massoneria britannica nel ferro e nel fuoco contro la volontà dei popoli che occupavano l'attuale stato italiano, fossero essi i "cafoni" calabresi fucilati come briganti dai carabinieri sabaudi o i contadini padani nelle cui cascine irrompevano manu militari di Quintini Sella per prelevare la tassa sul macinato. Chi non conosce il passato è destinato a riviverlo, disse un filosofo, e noi abbiamo il dovere di conoscere la nostra storia , i suoi episodi gloriosi e quelli tragici.
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ZENA LIBEA MA DA-I ANTIGLOBALIZZATOÎ
Doppo tanto l'è finio o G-8 . Oua vegne da domandâse 'nna cösa : ma o l'è servio davvei a quarcösa ? Son stæto indeçiso se tornâ a parlâ de G-8 . Doppo e guære viste in televixon , doppo e devastascioin de bitteghe , de macchine , dë ciû belle stradde de zena  , m'è vegniou veamente anguscia a çerca ancon de poule pe dâ 'nna spiegasion de tûtto questo . L' è da novembre do 2000 che questo scito chi o picca dûo contra ûn de quelli che pe mi son tra i corpevoli de quello che emmo visto : o scindico Pericu . O l'ea stæto lë , sotta i spuncioin da so maggioransa , fætose forte de  o goerno amigo , a invitâ a Zena i contestatoî , i çentri sociali , i anarchici . Za 'n anno fa aivimo previsto quello che ommi istitussionali , missi li pe amministrâ a-o mëgio 'nna cittæ , aivan fæto finta de no vedde . S'o fuise ûn ommo pe ben o se dovieiva dimette . No parlemmo poi de quello che pe mi o l'è ûn ätro grande corpevole : o ministro di estëi Ruggiero , öto da mediasion e dunca da legittimasion de 'sti squadristi fascisti . O Pericu e o Ruggiero se g'han ancon 'n fï de cosciensa dovieivan dimettise da-i lo incaighi : han permisso che 'na streppa de delinquenti , perchè no se pêuan ciammâ ätrimenti , mettessan a fëro e fêugo 'nna çittæ intrega . Ma se meitæ de corpe son do scindico e do ministro , l'ätra meitæ l' è da dividde tra o Agnoletto e o Casarin . O  muro de mûssa Agnoletto , comme se dixe a zena , e o Casarin pe meixi e meixi han parlou con poule de guæra , mostrando tûte gianche , maschëe antigas , bacchi e scûi pe "difendise". Gh'è ûn dïto , " chi semenn-a vento , o chêugge tempesta " e questi istigatöi politicizzæ han parlou de disobbediensa çivï , de sfondamenti dä zona rossa e via discorrendo : emmo visto cöse intendeivan . Mi , comme çittadin zeneise , son in atteisa de vedde se sciortiâ ûn Papalia quarsevêuggia pe indagâli de inçitamento ä violensa , eversion , formassion de bande armæ e concorso in te 'n omicidio . I Agnoletto e i Casarin saveivan quello che saieiva passou ; oua se spiega perche o Casarin o giorno primma o l'aiva dïto che e tûte gianche saieivan stæte in borgheise . Cosci se poeivan mesc-ciâ a-i ätri e dâ tûtte e corpe a-i anarchici . Questi caxinisti che parlan de paxe ma che fan a guæra , scibben doppo avei parlou pe meixi de guæra e dappêu aveila fæta pe davveo son ancon libei , mentre gh'è stæto ätri ommi che pe avei criou a-o mondo dä töre de San Marco o so ideale de libertæ son stæti drento di anni ..... Oua gh'è sciortio o morto : o l' è stæto contento o Mentana , in vixibilio in to dâ a notissia de 'n morto . Saian contenti i çentri sociali e bertinotti ; g'avian ûn martire . Ûn zoëno che, comme o l'ha dïto o poæ , o l'odiava l' ingiustissia . Asci mi odio l'ingiustissia e comme mi asci miggiæ de ätre personn-e , ma nisciunn-a a và pë stradde co-i passamontagna piccando carbinë  e sbïri co-i estintoî . Saian moddi despægi de combatte l' ingiustissia , ma a o mæ paise quelli moddi li se ciamman "delinquensa" . Asci emmo visto  cos' o l'è e cos'o vêu o GSF :  fâ politica . I manifestanti ean tûtti da scinistra estrema , ciû quarche DS ancon nostalgico de messuie e martelli . Ätro che cattolici e ätre associassoin dä societæ çivï ........
Nisciun di media l'ha dïto che e ACLI ean sciortie da o GSF propio perché no voeivan avei ninte a che fâ co e tûte gianche . In questi giorni ho parlou con tanti volontäi de associassoin cattoliche che se son ben ammiæ da partiçipâ a-i cortei do GSF e m'han dïto : "Chi vêu aggiûttâ i pövei o fâ do volontaiato , o racchêugge vestïi e prodotti alimentai , o dêuvia e so ferie pe anâ co-e miscioin in ti 'sti paixi chi . Chi vêu aggiûttâ i pövei o no g'ha tempo pe piccâ carbinë e sbïri !". Mi son d'accordio co-i Casarin e i Agnoletto che nisciun l'ha deciso che Bush o Berlusconi e ätri deivan deçidde i destin do mondo , però dappêu me son accorto che asci nisciun african o indian l' ha deciso che o Agnoletto o o Casarin devan rappresentâ i paixi pövei ....... Chi fa violensa no l'aggiûtta i pövei . In to mentre dë dirette de Primmocanâ , ho spiegou a mæ moggiæ , c'a l'è cubann-a , chi son i zoëni di çentri sociali e i zoëni comunisti e lè a m'ha spiegou che a Cuba i zoëni comunisti fan do volontaiato , van in ti campi pë chêugge do caffe e do zuccou , aggiûttan i besognosi . Che differensa eh !!! ..... Poi a l'ha visto ûn nescio co-a bandea rossa cö Che Guevara e a l'ha söo dïto : " Pövio Che .... che brûtta fin t'han fæto fâ !" . Eh sci perchè oua i paxifisti gian a manifestâ co e immagini do CHE , ûn guerrigliero . Primma i paxifisti giavan co e colombe gianche . Comme son cangiæ i tempi ....... Ho dappêu sentio i contestatöi che criavan "Zena libea , zena libea " , ma Zena e i zeneixi se son sentïi libëi söo quando loiatri se ne son anæti .......... Agnoletto o l'è vegnuo a Zena faxendo tante e tante poule , ma ancon aspëtemmo c'o digghe quarcösa de vëo in sci pövei e in scia miseia do mondo . In compenso ho attrovou in scia ræ ûn articolo c'o çerca de spiegâ cöse gh'è derre a i rapporti tra e mortinassionalli e i dittatöi di paixi pövei , e ho çercou de tradûlo in zeneise .
< vanni a toua di argomenti >
 
LETTÏA DE 'N  ITALIAN  A-O SCINDICO PERICU
Scio scindico de Zena ,
l' è za o terso anno de fïa che e mæ finanse no me permettan de anâmene ûn po a mænn-a , e da o momento che g'ho asci 2 figgette piccinn-e che ûn po de mâ ghe faieiva ben , o pêu capî quante a me peise 'sta situasion chi . Ma foscia lè o me pê dâ ûnna man , cosci comme o l'ha aggiûttou quei pövei meschinetti besognosi do Genoa Social Forum . C'o stagghe 'n po a sentî a mæ idea . Se mi riescio a mette sciû ûn bello grûppo de famigge da mæ provinsa in te mæ mæxime condissoin , e ghe n'è tante comme a mæ ( sa comm'a l'è , a globalizzassion a globalizza ) , foscia porriemo anâ in ferie in ta So maveggiosa çittæ , in scio mâ , profittando asci dä  so rinommâ ospitalitæ , a gratis l'è ciæo , in te schêue do comûne . C'o no stagghe a preoccûpâse s'o no l'è riuscio ancon a nettezzale , ghe pensemmo noiatri . O deve savei , Scio Scindico , che noiatri semmo gente ä bonn-a e basta fâ ûn po de ferie s'accontentemmo . 
Dappêu se ghe firmemmo ûn fêuggio e zûemmo in scia Madonna , in sce Sant'Agnoletto e in sci Beati Santiscimi Casarini e Bertinotti , che no mettiemo a fëro e fêugo a çittæ , che no picchiemo nisciun sbïro e surviatûtto che no scassiemo e balle a mëzo mondo , o ne porrieva dâ asci da mangiâ ? Ahh eo lì pe ascordâme . Za c'o gh'è o porrieiva mettighe ûnna poula bonn-a co-e Ferrovie do stato pe fâne avei quarche biggetto descontou ? 
Penso propio c'a segge 'nna bonn-a idea : staggo in atteisa de 'nna So risposta e se pe caxo o fuise impegnou in te So ferie , c'o me permetta de mandâ a mæxima richiesta ä Gexa da So çittæ , asci Lè cosci ben prodiga verso quei pövei meschinetti .......
< vanni a toua di argomenti >

O LIGÛE : ÛNNA LENGUA CIÛ ANTIGA CHE ROMMA 
Parlando de Ligûi , asci in to reçente passou , s'è sempre pensou a-e genti drento ä region Ligûia . In ta realtæ o nomme Ligûi o l'ha origini ben ben antighe ( comme se pêu asci vedde in ta nostra rûbrica Pilloe de Ligûia ) , essendo stæto mensionou a primma votta da Esiodo in te l' ottavo secolo A.C. , co-a poula LIGYS , voendo raggrûppâ in questa poula chi tûtti i abitatoî de l' Europa ponentinn-a . Da LIGYS vegne dappêu a poula romann-a LIGURES e da chi o LIGURI de anchêu . Se pêu quindi vedde che l'è stæto o territoio a piggiâ o nomme da-o popolo e no o contraio , asci perché ûnna vëa ûnitæ politica e amministrativa de queste genti a no gh'è mai stæta e coscì a poula LIGURIA a l'è stæta dêuvia pe ciammâ de votta in votta parti despægie da Padania çentro-ossidentale , da Nissa finn-a a-i Colli Euganei , da-i tempi de Ögûsto finn-a a-o XII secolo ( ancon in to 1187 ûn çerto Gunther o l'ha scrïto 'n poema ciammou "LIGURINUS" pe cantâ e gesta do Barbarossa contra i "Ligûi de Lombardia" ) .
Besêugna dappêu aspëtâ 610 anni , primma che a giacobinn-a repûbblica do Napoleon a l'aggie a ciammâse "Ligure" , a danno da gloriosa Repûbblica de Zena , finn-a a-o triste avvento do regno d' Italia c'o daià i confin attuali da nostra region . Fra l'ätro i confin son stæti ancon ciû ridotti da-o mandrêugno Rattazzi , c'o l'ha misso ben ben de territoio ligûe in ta so provinçia , Alessandria . 
Se vedde dunca che o popolo ligûe o l'è ûnna de componenti etniche fondamentali da Padania , ben ben a-o de là di so streiti confin . E a Ligûia a l'è stæta çertamente ûn di pochi territöi abitæ da popoli autoctoni , pe esempio comme i Baschi , che in ti secoli han sacciûo mëgio tegni l' originaia identitæ e dove quæxi inexistenti son stæti insediamenti de ätre etnie preromann-e ( Galli , Etrûschi ....) .
Asci da-o punto de vista da lengua , l'ûso do ligûe o l'identifica in mainea abbastansa ciæa i confin de questa äia : da Monaco a ovest , finn-a ä foxe do Magra a est , mentre a nord a va ciû in la di so confin geografici finn-a a comprende Ormea e Garessio in Val Tanaro , Alto e Capuana in provinçia de Cûneo , l'Oltregiogo finn-a a Novi , a Val Trebbia a sûd de Bobbio e l'erta Val di Taro finn-a a Borgotaro . Sempre pe quello che riguarda a lengua ligûe , o prof.Toso , o l'ha de reçente fæto ûnna analisi basà in sci scarti lenguistici tra o ligûe e l'italian , c'a l'ha mostrou scientificamente a grande diverscitæ tra e due lengue , valutà in ben 24 punti , ben ben de ciû , pe fâ 'n esempio , de quante o catalan , oramai da tûtti consciderou ûnna lengua , o se differensie da-o castiggian (16 punti) . Za questo o ne fa capî quante a segge grande l' ingiûstissia , c'a nega a dignitæ a ûn popolo e a so lengua , antighi comme l' ommo . Son ancon tanti quelli che anchêu no san che in to ligûe parlou , tante son e poule de origine preromann-a : anciûa , savatta , ciappa , masca , ruggio , mugugnâ ecc...ecc... E ghe de ciû : ghe son de poule latinn-e , derivæ dappêu in te l'italian , che son originæ da antighi vocaboli ligûi : pala (c'a l'ea 'nna pria tombale cianta in to terren ) , lebro>lepus>lepre, seca>seco>segare, darbone>talpone>talpa, ecc .. Da l'antigo ligûe l'è originaia  a poula "Apennino" , derivà da-o ligûe pre-roman "penna" , c'o voeiva dî cimma , monte , collegou a-o segnô di monti ligûi : PEN . O l'ea o Segnô dë cimme e da fertilitæ e o so nomme o l'è ä reixe de tante poule che se creddan de origine latinn-a , comme "penna, pene, pennino, pinna, pinnacolo," ecc...ecc... , ma che a-o contraio g'han ûn origine ligûe , tanto che ancon a-i nostri tempi a poula "roncola" in Ligûia a l'è ciammà penacu/penatu . Questo fæto chi o ne fà collegâ o nostro popolo co-i antighi abitatoî da Gran Bretagna , i Pitti/Caradones , che ean de genti ascimilabili a-i Ligys de Esiodo . Ancon oua e ciû erte cimme di monti scosseixi se ciamman Ben , 'nna forma ûn po ciû arcaica do Pen ligûe , mentre ciû a sûd ghe son i Monti Pennini e PENN l'è o nomme galleise pe dî testa . No scordemmose poi che Albion a l'ea a Gran Bretagna a-o tempo di Romani e che Albion o l'ea ûn eroe ligûe , figgio de Poseidon . Tra e ätre caratteristiche che dan a-o ligûe 'nna dimension europea , l'è l'ûso , comme in to françeise e in ti ätri dialetti paden , do "mi" pronomme personale de primma personn-a . Questo o l'è ûn retaggio do ligûe preroman , za che l'ûso de questo pronomme o no l'existe in ätre lengue conosciûe comme o Venetico , o Retico e o Gallico . Sempre in comûne co-i ätri dialetti paden do Nord-Ovest o ligûe o g'ha l'ûso da U lombarda o françeise , caratteristica questa che a l'è presente in te quelli popoli dove a componetnte Pittica a l'è restà forte ( galleise , bretone , cornico , lengue germaniche ) . No va dappêu ascordou che propio a-o çentro do Nord Italia , a Canegrate vixin a Bûsto Arsizio , gh'è 'nna antiga necropoli ligûe do XIV secolo A.C. , lì a testimoniâ a presensa etnica ligûe ben ciû a-o de là da nostra attuale region . Pe arrivâ ä conclûsion emmo visto che o Ligûe moderno o l'ha di ciæi agganci fonetici co-a so lengua antiga e co-e lengue de l'äia europea  çentroossidentale , ûn tempo abitâ da-i antighi Ligys . E gh'è chi dixe che foscia a Y de Ligys a l'ea za o son da U . Resta o fæto che in t'a nostra lengua e poule che no seggian de origine latinn-a son quæxi o 30 % . E ghe da dî che foscia tante poule latinn-e ascondan ûn origine ligûe . Basta vedde quello che dixeiva o Gaetano Poggi , ûn stûdioso zeneize in to 1900 :
"Zena , a çittæ eterna do mâ , a pêu compette con Romma pe antighitæ e a pêu vantâse de 'nna çiviltæ preromann-a e de 'n antigo dialetto mediterraneo c'o l'è stæto a base lenguistica pe a formassion do latin e dappêu de tûtte e lengue conosciûe sotta o nomme de neolatinn-e" . Quello che l'è segûo l'è che a scrïtûa a l'è docûmentà in to Nord Italia quæxi ûn secolo primma che in to Lazio , a dimostrassion che a çiviltæ de Romma , finn-a a che a no vegnisse 'nna potensa militare , a l'ea inferiore a quella di Ligûi . 
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Ä cortese attension do mëgo Agnoletto e do GSF
Mariama , a figgia co-i êuggi tristi
tradûto da o  GRAMNA


In tempi de G-8 dove tûtti , finn-a o Agnoletto e o Casarini , parlan de paixi pövei co-i bacchi in man , (ma dappêu guai a staccâli da lö carega pe mandâli a fâ quarcösa de bon in te quelli paixi li ) , porto ä luxe 'n esempio de quella  c'ha l'è a vëa  miseia , pe fâ capî a-o scio Mano Chao o a-o scio Bono di U2 che levâ o debito di paixi pövei serve a ben poco se poi no se va a agiûttali lazzû . Questa a l'è a stöia de 'nna figgia da comunitæ Tanina a-o nord do Ghana , a 1100 km dä capitale Accra . A descovrila son stæti di mëghi cûbann-i : e so tette peisan 10 chilli l'ûn e a no pêu manco camminâ . S'a no riceive 'nna cûra e ûnna operasion urgente a pêu asci moî. A stà assettâ tûtto o giorno in scia so coverta rêusa e da o so trono a l'ammia i ätri da comûnitæ louâ . A l'è coscì da tanti anni , da quande ûn bello giorno i so sen son cresciûi in mainea esagerâ . Quande o poæ o l'è morto e lë a s'è attrovâ sola , destinâ ormai ä moî , ammiâ da-i curiosi e dispressâ da ätri , a tribû do vëgio Alhay a l'ha piggiâ comme parte da so famiggia . Se pêu dî che Mariama a no l'ha posciûo ancon conosce o peiso da vitta africann-a . Da quande a l'ea piccinn-a a fâghe compagnia gh'è söo o silençio , e i cienti di so êuggi tristi son l' ûnica mainea de manifestâ i so sentimenti . A vive ascosa in ta comûnitæ Tanina , ûn distreito de Wa , in te 'n posto dove mai gh'ea arrivou ûn mëgo .
Se conta che in te nêutti o vëgio , za çentenäio , Alhay o s'assûnnesse Mariama e ommi e donne che arrivavan in ta comûnitæ vestïi de gianco . O stregon do villaggio o dixeiva che queste proiessoin divinn-e ätro no ean dovûe che a demensa de 'n vëgio , za orbo da tanti anni . Nisciûn l'aiva coscì posciûo decifrâ quei sêunni , finn-a che ûn bello giorno Yumino , 'nna nessetta de Alhay , a l'è corsa da-o so messiavo criando che i ommi co-a camixa gianca ean chie . Ean mëghi cûbann-i . O mëgo c'o dirigeiva a miscion medica , Rodolfo Martinez Arias , e i ätri mëghi han vixitou tûtta a gente da comûnitæ , 655 personn-e , tante donne e tanti garçonetti , che vivan in te condissoin che dî precäie l'è dî poco . 
L' è stæto dappêu che giando câ pë câ ûn di mëghi o l'ha attrovou 'nna capannetta ascosa , 'n pittin fêua da-e ätre capanne . A forte spussa che a l'arrivava da drento a l'ha fæto descrovî questa figgetta da-i êuggi tristi , assettâ in sce 'nna coverta e tappâ in te 'nna mainea strana . I mëghi sûbito pensavan che a fuise in stato interessante , ma quande l'han descoverta se son attrovæ 'nna triste sorpreisa . Due grandiscime tette totalmente deformæ . O mëgo Martinez o dixe che a causa a seggie ormonale e che a se possa cûrâ con 'nna operassion chirûrgica , za che o no l'è o primmo caxo capitou : asci in Haiti mëghi cûbann-i n'han attrovou ûn caxo pægio . Segundo quello c'o dixe o chirûrgo Elvis Pardo , a mëgio cösa saieiva çerca ûn finansiamento in to Ghana pe questa operasion , za che l' ospiâ o no g'ha scûi pe questo tipo de interventi e a figgetta ancon meno . Cosci mentre i Stati Ûnïi spendan miggiæ de dollari in te armi o pe scistemi de difeisa stellare , ghe chi o se impegna pe mette de pesse a-e mötie do terso mondo . Mariama , s'a no vegnisse opera in tempi breviscimi , a pêu  asci moî pe 'n mä cattivo a-o sen .
Pe fortunn-a Mariama Issahaku l'han attrovâ in tempo . Oua a so vitta a continua ammiando a selva tûtti i giorni , a votte distræta , a votte pensosa , ma con po ciû de speransa da quande a sa che o mondo o conosce o so mä . Chissa che 'n bello giorno , manco tanto lontan , a possa rïe pe-a primma votta in ta so vitta .
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INTERVISTA AL SEGRETARIO DEL M.I.L. FRANCO BAMPI  : " A LIGÛIA A L'HA DIRITTO Ä SO INDIPENDENSA  !"
...FINN-A Ä LIBERTÆ DA LIGÛIA !!!
Quarche domanda pe conosce mëgio o "Movimento Indipendentista Ligure" : " O stato italian o l'è söo 'nna contro parte !"


de
 Ilfaroligure@email.it
L'ëa zà da ûn pö de anni che se sentïa parlâ do M.I.L. Perchè s'é deciso söo oua de chinnâ in politica ? O l'è ûnna mainea de portâ in politica e idee de l'ARGE?
O MIL o nasce doppo ûn lungo travaggio de riçerca storica in scï diritti internassionali da Ligûria cominsòu con l'ARGE. Solo quande gh'é staeta a segûessa che a Ligûria a gh'aiva di
ciaei e precisi diritti de riottegnî a seu indipendensa e a seu sovranitae che l'é staeto deciso de fa nasce o MIL, ûn movimento pe fâ conosce queste cöse e ch'o finiä quande a Ligûria a saiä indipendente.
Cose o vêu politicamente o MIL? 
O scopo do MIL o l'é ciaeo comme l'aegua de vivagne: «inte l'interesse e pe conto da Popolassion Ligure che ancheu a vive in sce questa taera, o MIL o se proponn-e de recuperâ
in paxe a-a LIGÛRIA, con assioin politiche e giûridiche, a Sovranitae de Nassion Indipendente persa, ma solo pe 'n pö, in to 1814 pe
l'illegittima decixon piggiä da-o Congresso de Vienna (1814-15) e MAI approvä da ûn plebiscito in to quae o Popolo Ligûre o l'agge posciûo dî
a seu». 
Emmo za visto in ti sti anni chi, che ûn sc-ciavo italian o no pêu domanda libertæ a-o so baccan roman. No saieiva ciû logico intraprende de stradde internassionali : ONU , UE ... ? 
O MIL o no domanda giûstissia a Romma! O MIL o sa, e o s'impegna a fâlo savei a tûtti i ligûri, che ha Ligûria a gh'ha di DIRITTI INTERNASSIONALI da fâ vaei pe-i quae a peu torna ottegnî a seu indipendensa e sovranitae: inte 'na parolla a seu LIBERTAE! Quande o Popolo da Ligûria o se saiä reiso conto de sti diritti o saiä lê, o popolo, a fâse sentî da-e organissassioin do mondo.
Se avei deçiso de cacciâve in politica l'è perchè avei intûio de attrova do spassio politico. Pensæ che o ghe segge davvei sto spassio chi, scibben che ghe seggian za dûi partïi localisti-ötonomisti comme a Lega Nord Ligûia e Ligûia Nêuva do Castellaneta che son ûn po in declin de voti?
O MIL o l'ha deciso de confrontâse inte 'na sfidda elettorale pe fâ savei a-a gente i diritti da Ligûria. De faeti o l'é convinto che se a gente ligûre a savesse a vëa stöia da seu taera questa a saieiva
'na molla pe tornâ a avei tûtte e responsabilitae de 'n stato sovrano e libero.
Immagino che o M.I.L o se presentiâ a-i elettoî lunxi da poscibili alleanse co a drïta e co a scinistra . Ma o M.I.L. o l'è ciû de drïta o
de scinistra ? 
O MIL o veu fâ vaei i diritti internassionali da
Ligûria, che son diritti imprescrittibili! Quande a Ligûria a saiä libera , sovrana e indipendente saiä o popolo ligûre a decidde sa çerne ûn governo de destra o de sinistra. O MIL o gh'ha 'n obiettivo -
l'indipendensa da Ligûria - ch'o peu ëse sposòu beniscimo segge da-a destra, liberale e liberista, segge da-a sinistra sociale e solidarista.
Gh'è do remescio in ti movimenti indipendentisti do nord italia . Finïo in te 'nna bolla de savon o periodo da secession, smaltïo o disorientamento, gh'è 'n attimo de atteisa pe vedde comme a se sbroggia a föa da devolûssion : s'a fallisse asci quella reforma li, son za pronti a sciortî comme funzi.  Finn'oua però a poula INDIPENDENTISTA a vegne tegnûa ancon ascosa. No avei puia che in te sto momento chi avei o nomme di indipendentisti o ve possa dannezzâ?
O MIL o no l'é seccessionista perché a Ligûria a no l'é staeta mai azzunta all'Italia ò a-o Regno de Sardegna in manëa legittima: a Ligûria ha gh'ha di diritti da fâ vaei! Pe questo o problema no l'é quello de fâ o proponn-e de fâ 'na secession: o MIL o pensa che o riconoscimento di diritti (che ghe son) o portieiva de botto all'indipendensa da Ligûria. A-o MIL no interessan cöse comme o federalismo o a devolussion perché a stöia
internassionale da Ligûria a l'é diversa da quella de ätre regioin: chì gh'é di precisi diritti da fâ vaei. Pe questo, dî a veitae, dî che voëmo 'na Ligûria INDIPENDENTE o no ne fa puïa: o lé ûn nostro preciso diritto!

 
 
 
 
 
 
 

 


 Ûn partïo regionale o pêu avei inflûensa a livello locale ma dappêu o no g'ha forza a livello nassionale. Gh'è quarche contatto co-i ätri movimenti do Nord italia pe dâ origine a ûn blocco indipendentista ò o MIL o loua pe conto so?
Se e gente da Ligûria capiscian o ben ch'o
nascieiva dall'ëse indipendenti, allôa no l'é importante che o resto dell'Italia o segge con niätri perché o problema o diventa sûbito ûn problema internassionale e inte quella sede che i diritti da Ligûria devan ëse faeti vaei.
In 50 anni no semmo mai arrivæ a ëse coscì vixin a 'nna seria reforma fedealista do stato italian comme in te sta legislatûa chi. Oua
se parla de Devolûssion, ch'o no l'è fedaliximo , ma c'o pêu ëse ûn primmo passo pe poei dâ di vëi poteri a-e regioin in ti campi da schêua , da segûessa, da portualitæ... Quæ o l'è o pensceo do M.I.L. verso a devolûssion e o fedealiximo?
O MIL o l'é pe fâ e voentae di popoli: se
i popoli veuan o federalismo ò a devolussion l'é ben che ghe l'aggian. Ma pe-a Ligûria o caxo o l'é differente: a Ligûria a gh'ha diritto a ëse torna indipendente e sovrana.
Ho lezûo 'nna frase in to scïto do M.I.L. che penso a segge ûn po da ciarî pe i lettoî , no söo ligûi . Se dixe che o MIL o vêu
l'indipendensa sfrûtando o fæto che l'annescion a-o Regno de Sardegna a
l'ea stæta fæta sensa o referendum . O MIL o dixe che o no vêu ëse però confûso co-i movimenti secessionisti : pâ che o ne piggie e distanse, comme se i ätri no gh'essan o drïto de voei l'indipendensa . Doppo tûtto
se ätri territöi aivan fæto o referendum, o savemmo tûtti comme ean quelli referendum li. Dunca quæ a l'è a posission do MIL pe quello che riguarda a secession e l'ötodeterminassion di popoli ?
L'é giûsto che i popoli possan "autodeterminâse". Ma l'assion a saiä efficace se ogni popolo o l'attreuva in ta seu stöia e in te seu reixe e motivassioin pe ëse indipendenti. A Ligûria a gh'ha 'na stöia differente da tûtti i ätri popoli d'Italia: a no l'ha MAI accettòu l'annescion a-o Regno de
Sardegna e a no l'ha MAI votòu nisciûn plebiscito. Questo l'é quello ch'o MIL o caccia in sciö piäto de l'indipendensa. Lascemmo che i atri popoli ciaccian lì quello che gh'han: o MIL o saiä con liätri, ma co-a nostra stöia e co-i nostri diritti internassionali imprescrittibili.
Parlando propio di ätri movimenti indipendentisti italiann-i , o MIL o parte ûn po' in ritardo. Emmo visto st'anno chi , a-e elessoin politiche , movimenti secessionisti che han avûo di boin risultati: a "Lega Lombardia Autonomista " ha l'ha adrïtûa eletto co-i scarti ûn depûtou, in Veneto o " V.R.F.P. " o l'ha avûo ben ben di voti , con o
Beppe Segato che in to maggioitäio o l'ha piggiou ciû de dexemilla preferense . Pe o MIL saia dûa avei sti resultati chi o pensæ de poei fâ mëgio in tempi breviscimi ?
A-o MIL no ghe interessa confrontâse co-o
Stato Italian: o MIL o veu fâ conosce a-i ligûri i diritti che gh'han pe poei tornâ a ëse indipendenti. A sede do nostro dibattito l'é a comunitae internassionale: pe niätri o Stato Italian a l'é 'na contro parte.
A primma sciortïa elettorale do MIL saian e elessoin comûnali do 2002. A quæ percentuale o pensa de poei arrivâ ? 
Pe presentâse a-e elessioin o MIL o deve avei e gente da candidâ e che segge gente che se dan da fâ comme favan i vëgi zeneixi da Repûbblica. Se o MIL o gh'aviä e gente allôa o l'ottegnä 'na bella percentuale, in caxo conträio o no se
presentiä.
Castellaneta, 4 anni fa, o l'ha dimostraou che ascì lunxi da-i dûi poli l'è poscibile tiâ fêua quarcösa de bon, ma ghe vêuan ûnn'ottima
comûnicassion mediatica co-i elettoî, e ûnna discreta organizzassion in sciö territöio. Comme o l'è strûtturou oua o MIL ? O l'è presente söo a Zena o o sta organizzandose asci in te ätre provinse ligûi ?
O Castellaneta o l'ha basòu o seu fortûnn-a elettorale in sce lê maeximo: finïo lê, finïo tûtto. O MIL o veu 'na base de gente, de sinistra, de
destra, de centro e de cà do diao, ch'a veugge torna l'indipendensa da Ligûria: saian liätri a decidde da chi fâse guiddâ.
Elessoin comûnali 2002: saia a votta che veddiemo Bampi candidou scindico? E Bampi o lascia Forza Italia pe o MIL?
O Bampi, o Matteucci e tûtti i ätri son de pedinn-e pe 'n grande progetto: che segge a gente a çerne da chi fâse guiddâ!
Gh'è za ûn slogan e ûn simbolo do MIL ? 
O slogan o gh'é zà:
« Ora e per sempre 
nel cuore e nella mente 
LIGURIA INDIPENDENTE ».
Gh'é anche ûn scimbolo, ma in sce questo beseugna pensâghe ancon ûn pö.
M' arecordo de avei votou ûn " Movimento indipendentista ligure" a-e elessoin padann-e do '97 , quelle di "gazebo" , tanto pe intendise , dove ûn rappresentante do movimento o l'ea stæto eletto a-o parlamento padan . Nasce da li l'esperiensa do MIL o no gh'è nisciûn legamme tra i dûi movimenti ?
O MIL o nasce da 'n travaggio storico ch'o l'ha misso ben ben in ciaeo che a Ligûria, a differensa de ätre regioin italiann-e , a gh'ha di precisi e imprescrittibili diritti storichi e giuridichi
internassionali da fâ vaei.
O MIL comme i  movimenti secessionisti dixan che son ciû i scûi de tasce che pagan a-o stato italian , che i dinæ che o stato o
l'investe dappêu in te quelle regioin li. Ma gh'è ascì chi dixe che a Ligûia a piggia da Romma ciû de quello che a dâ . 
Quæ a l'è a veitæ ?
O MIL o no l'é ûn movimneto secessionista perché MAI a Ligûria a l'é staeta conzunta legittimamente co-o resto d'Italia. O MIL o pensa che a Ligûria, governä inte l'interesse da seu gente, specie quella ciû povia , a gh'agge a poscibilitae de stâ ben ben mëgio de òua, organissandose comme l'ëa organizzä a Repûbblica de Zena: con poca burocrassia e tanta coae de fâ.
Immaginemmo 'nna Ligûia indipendente : saiemo in graddo de amministrâse pe ben ?
O MIL o pensa de scì: ma questo o l'é ûn
problema da gente da Ligûria. 'Na votta liberi i Ligûri porrieivan decidde de confederâse co-o Stato Italian ò, fasso pe dî, con quello Svissero, oppû de amministrâse da soli. L'é segûo che l'indipendensa a comporte de responsabilitae: o popolo da Ligûria, ch'o saiä amministròu in sce 'na base federale (ogni comûnitae a s'organizziä comme a vorriä) , o doviä çerne i mëgio amministratoî propio pe cresce e garantîse ûn bon governo.
Luggio 2001 : i manifestanti anti g-êutto a Zena han misso a fëro e fêugo a çittæ . A globalizzasion e o mondialiximo son di nemixi di popoli . 
Comme a pensæ voiatri do MIL ?
Se a Ligûria a fise staeta indipendente a no l'avieiva ospitòu o G8 e a l'avieiva evitòu quelli
danni e quello dô a-a popolassion de Zena. Ma pensae: a no l'avieva manco faeto né a segonda guaera, né a guaera tra frae ciammä "liberassion". O MIL o pensa che l'ûnico, vëo moddo de combatte in paxe a globalissassion o segge quello de fâ nasce tanti stati piccinetti, vixin a-e gente, che fassan i interesci de comûnitae che amministran. Questo l'é propio quello che e grendi multinassionali no veuan perché , pe mesciâse in sciö mercòu mondiale, liätre gh'han beseugno de poche lezzi tûtte paegie. Se i popoli savian riscattâse e adesciâse da 'n seunno ch'o i ammassa, allôa a globalissassion a l'andiä in scë colisse giûste. In caxo conträio ghe saiä i straricchi e i strapovei. O MIL o l'é pe-a libertae e a paxe di popoli: de tûtti i popoli.
Viva Zena - Viva San Zorzo!



Franco Bampi , segretäio generale do M.I.L.
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Çinqueçento anni doppo l' ûrtima invaxon  islamica , l'oçidente o se ûnisce pe difende a so libertæ
7 ottobre 1571 - 7 ottobre 2001 : l'ûrtima croxâ
I Tûrchi ean stæti battûi a Lepanto da l 'ûnion de zeneixi ,  venezien , imperiali e pontifiçi  . 
Gh' è de strane coinçidense in ti fæti che stan passando pe o mondo , che non tûtti han segnalou : l' attacco american a-i terroristi afghen o l'è commensou  propio in to mæximo giorno da battaggia de Lepanto . E in tanti , grassie asci ä schêua italiann-a non se acordan manco ciû cos'a l'ha scignificou a battaggia de Lepanto  pe a nostra çiviltæ . In te Gallerie de l'Accademia  de Venezia , gh'è ûn quaddro c'o raffigûa San Pê , San Rocco San Marco e Santa Giûstinn-a  che pregan a Vergine , c'a conçedde a vittöia a-e navi cristiann-e che combattan contra e navi tûrche . L' öto do quaddro , do 1572 , o l'ea o Veroneise .  A battaggia de Lepanto a l'è de  430 anni fa , o 7 ottobre do 1571 , o giorno che a flotta de l' oçidente a l'intrava in to gorfo de Patrasso . Doppo 4 öe de combattimenti corpo a corpo , e navi  cristiann-e riuscivan a cacciâ da o mediterraneo oçidentale i Tûrchi  .
A guæra a l'ea stæta dichiarâ da-i tûrchi a Venezia , con l'ordine de lasciâ l'ïsoa de Çipro . Venezia a no l'obbedì , e a difeise con Nicolò Dandolo , a çittæ de Nicosia . Ma o 9 settembre do 1570 Venezia a vegne battûa .
A menazza di tûrchi a l'ea ben stæta capïa da o Pappa Pio V . Propio o Pappa o l'organizzò l' ûnion de forze e de ommi cristien che han fermou i mussûlmen . O travaggio do Pappa pe convinçe e nassoin oçidentali che no se vedeivan de bon êuggio o l'ea stæto incessante . Ûn travaggio commensou anni e anni primma , za da quande Zena a l'aiva perdûo l'ïsoa de Chio , attaccâ da-i tûrchi . L'attacco a Çipro o l'ea stæto o ciæo segnale do pericolo islamico : Venezia , a Spagna , a Repûbblica de Zena , i Savoia , a Toscann-a formavan a Lega Cristiann-a . O 5 de agosto 1571 l'ûrtima çittæ veneziann-a a Çipro , Famagosta , a vegniva occûpâ da-i Tûrchi . A-o generale venezian Bragadin , imbroggiou da Ali Pascia , c'o g'aiva promisso 'nna reisa onorevole , ghe vegnivan taggiæ o naso e  oëgie . Tortûou pe 11 giorni , o vegniva ammassou in ta ciassa de Famagosta , mentre a mäveggiosa cattedrale a vegnia transformâ in Moschea . O corpo impaggiou do Bragadin o vegniva mandou a Costantinopoli , e oua o se trêuva a Venezia , in ta Gëxa di Santi Giuan e Poulo .
In to mentre e navi cristiann-e partivan da Mescinn-a : 208 galëe de quæ 3 ean zeneixi . A flotta spagnolla a l'ea comandâ da-o Gian Dria Döia .
E flotte se scontran ä mattin do 7 ottobre davanti a-o gorfo de Patrasso . A battaggia a l'ea stæta de quelle epocali . 50 milla sordatti pe parte , in te 'n scontro c'o paiva ciû terrestre che navale . 
O valô de squaddre cristiann-e o se pêu vedde in Agostino Barbarigo , capitan de navi veneziann-e . Ciappâ  'nna freccia in te l'êuggio , o no l'ha mai lasciou o ponte da so nave finn-a ä fin di combattimenti . Söo alloa o l'ea chinnou da-o ponte e o s'ea levou o freccia co-e so man e o l'aiva aspettou a morte rendendo grassia a-o Segnô . A battaggia a l'ea dûâ ciû de 4 öe , e a l'aiva segnou l' ûrtimo tentativo de islamizzassion fallïo de l'oçidente . L'è pe questo motivo chi che o 7 de ottobre se çelebra a festivitæ da Santa Maria da Vittöia , festa de tûtta a Cristianitæ . Ma a globalizzassion e o mondialiximo  n'han fæto scordâ tûtte ste cöse chi ..........
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O L'È A CIÄVAI L'OROSCOPO CIÛ ANTIGO DO MONDO
Descrovimmo o mistëio di medaggioin de Ciävai , attrovæ in ta necropoli do Tigûllio .

E ciû votte passa che de importanti scoverte seggian fæte da gente c'a no l'è specialista , ma c'a l'è animâ da 'nna grande pascion .  E o l'è quello che l'è passou a Ciävai , dove ûn grûppo de amixi o l'ha deciso de mettise , in to so tempo libero , ä louâ pe-o Museo Archeologico da çittæ , dove son tegnûi i resti de l'antiga necropoli pre-romann-a de l' ottavo secolo A.C. . Questo grûppo de amixi , formou da 3 inzegnê , Baudà , Casaretto e Campagnoli , se son concentræ sorviatûtto  in sce 'n particolare, sovia o quæ i stûdioxi g'aivan dæto poca importanza : i medaggioin çircolari che se son attrovæ in te tombe femminili comme corredo fûnebre .
In ta necropoli de Ciävai , in ta so parte ciû ricca e antiga , ghe son soviatûtto  tombe femminili , in te 'n rapporto fra e tombe c'o l'è de 78% de donne e 22% de ommi. Ûnna placca perlâ , de bronzo o d'argento , a l'è stæta attrovâ in te quæxi tûtte e tombe femminili ciû ricche . A 'nna primma vista se pensava che avessan 'nna funsion ornamentale , oua pe contra l'è stæto visto che porrieivan ëse stæte di strûmenti astronomiçi  e astrologiçi e porrieivan asci tegnî l'oroscopo cö temma natale da personn-a morta .
Pe dîla in ätre poule , o medaggion o saieiva 'nna sorta de foto e de DNA da personn-a defunta .


(fig.1)
Resti do medaggion attrovou in ta necropoli de Ciävai












Questi  medaggioin , a differenza de quello che se pensava , rappresentan de prêuve molto importanti e fan nasce insemme tante domande , asci pe quello che riguarda l'origine do popolo ligûe . Anche perchè se vedde in te ste medagge de  conoscenze geometriche e astronomiche che no son da poco . Tanto pe commensâ i medaggioin son divisi in vintêutto settoî : questo o ne dixe che o l'ea 'n oggetto "lûnare" , ma o ne mostra asci 'nna bonn-a capaçitæ de partission do çercio . Ma i stûddi portæ avanti han ascì mostrou di dati ancon ciû interessanti : ingrandindo l 'immagine da placca fûnebre , con l'aggiûtto di moderni strûmenti , se son posciûe vedde de incixoin che rappresentan stelle e costellassoin . A ciû ciæa e ben vixibile a l'è quella de l'IDRA , ûnna costellassion za conosciûa da-i Babiloneixi .


 
 


(fig.2)
Particolare ingrandïo da placca rappresentante l' IDRA


(fig.3)
stesso particolare disegnou dove se vedde l'IDRA

A-o çentro do çercio gh'è ascì ûn bêuggio , c'o l'è stæto stûddiou con attension da-i 3 inzegnê , che se son convinti de avei davanti ûn strûmento pe poei mezûâ o tempo . E in ti fæti , l'è bastou mette 'nna barretta perpendicolare in to bêuggio pe poei dêuviâ o medaggion comme s'o fuise  'nna meridiann-a , tanto de giorno con l'ombra do sô , che de nêutte con l' ombra da lûnn-a . Ma o grande travaggio di 3 inzegnê o no s'è fermou chie : han piggiou o medaggion che tra i 23 o l'ea ciû ben conservou , dove l'ea poscibile vedde o zodiaco , o scorpion , o sagittäio , a lûnn-a , venere , mercûio , o sô , marte , giove , l'idra e ätre costellassoin  e se son missi a calcolâ , in base ä posiçion e ä distanza angolare de stelle rappresentæ , a data in te quæ quelle stelle doveivan avei avûo quella posiçion . Con particolari programmi dêuviæ da archeoastronomi s'è posciûo ricostrûî a posiçion di astri da medaggia e s'è scoverto che a data a saieiva quella de l' 11 ottobre 887 A.C. .
Questo o faieiva do medaggion de Ciävai  o ciû antigo oroscopo do mondo ! Ma  e scoverte no son ancon finïe : o medaggion , che emmo visto diviso in 28 parti e dunca seguendo o ciclo da lûnn-a , o saieiva posciûo ëse stæto ûn caledäio ginecologico : o permetteiva de recordâ e prevedde o ciclo femminile , a data de ûrtime mestruassoin , e de ciû o poeiva prevedde a data do parto . Questo o porrieiva spiegâ perchè o se' attrêuve söo in te tombe femminili . I stûddi che han portou avanti a-o Museo de Ciävai no son stæti çerto coscì façili . E placche , sorviatûtto quelle de bronzo , ean ben ben deterioræ e consûmæ da-o tempo , ma in te quelle d'argento se posciûo trovâ indicassoin importanti . Comme poei vedde voiatri ascì in te figûe 2 e 3 l' Idra a l'è cö a cöa in to scorpion , e che doppo o scorpion gh'è , comme ghe deve ëse , o sagittäio . In particolare se vedde che o scorpion e o sagittäio son indicæ comme ancon oua vegna disegnæ in ti temmi atrologici .
 

Questo o l'è o temma astrologico completo  riscontrou in sciä placca argentâ attrova in ta tomba 64 da necropoli de Ciävai : o corrisponde a-o giorno 11 ottobre 887 a.c. , pe-a precixon a-e öe 17 . Ma gh'è ancon ûnna cösa che han scoverto : segondo a cordonatûa interna a-e lunn-e , s'è posciûo ascì stabilî che questa placca a l'ea stæta progettâ sotta o 37° parallelo . Comme a l' è finïa lie e che popolo ghe l'ha portâ ? Questi son ancon di mistëi che se devan scrovî .........

 
MÖΠ  PE-I   IMMIGRÆ  ?
do Giuan Sartöi (l' Espresso 9/2000 )

In ingleise chi l'arriva da 'n ätro paise e o l'è çittadin de 'n ätro Stato o vegne ciammou "alien" , ûn ätro c'o l'è ascì ûn alieno . In italian se dixe "straniero" e ascì a nostra semantica a sottintende "estraneità" . L' immigrou o l'è dunca "diverso" rispetto a-i domestiçi perchè o l'è ûn "diverso estraneo" . Insomma l'immigrou o mostra ä soçietæ ûn söviacciû de diverscitæ .
[...] Questo söviacciû de diverscitæ (a-o plurale) se pêu vedde sotta 4 vöxi : 1) a lengua 2) i costûmmi 3) a religion 4) l'etniçitæ . Saieiva a dî che o foresto o ne pâ "estraneo" ò perchè o parla 'nna lengua despægia (ò magara o no parla a nostra ), ò perchè i costummi e e tradissoin do so paise son despægie da-e nostre , ò perchè a so religion a l'è fortemente despægia dä nostra ( no dunca tra cattoliçi e protestanti , ma pe esempio tra cristien e islamiçi ) , e infinn-e perchè o pêu ëse de 'n etnia despægia (neigro , giallo , arabo ....) . E primme due diverscitæ son ovviamente ben ben despægie da-e segonde . E primme due son diverscitæ sûperabili ( se se vêuan sûperâ ) , e segonde due mettan in ëse de "estraneità radicali" . Da questo deriva 'nna immigrassion c'a fà de ogni erba 'n fascio , c'a no sa ò a no vêu vedde e väie "estraneità" , l'è 'nna politica destinâ a fallî .
Besêugna fâse invece 3 domande . A primma a l'è : integrassion "de chi"? A segonda : integrassion "comme? A terza : integrassion "perchè"?
[...] Pe dûi secoli l'Europpa a l'ha esportou emigranti , no l'ha importou immigranti  . A l'ha esportæ perchè a crescita demografica a s'ea açelerâ e perchè a-i europpei se ghe presentava ûn spassio libëo e accogliente in to Nêuvo Mondo . Invece anchêu l' Europpa a l' importa immigræ . Ma a no l'importa perchè a segge sottapopolâ . In parte a l'importa perchè i europpei son diventæ ricchi , e dunca manco ciû i pövei vêuan fâ çerti travaggi . Refûan i travaggi ûmili , e ascì quelli pesanti . E da-o momento che a disoccûpassion in Europpa a l'è 2-4 votte ciû che in ti Statti Ûnïi , no l'è vëa che o "Gastarbeiter" , o louante ospite , o segge necessäio : in ta vëitæ o l'è reiso necessäio da-i sûscidi de disoccûpassion che permettan a l'europpeo de vïve sensa travaggiâ . L'Europpa a l'è sotta assedio  , a piggia immigræ perchè a no sa comme fermâli .
[....] A raxon da prescion crescente do mondo afro-arabo in sce l'Europpa a no l'è a poertæ in sce stessa . L'Africa a l'è pövia da sempre ; e ascì o medio oriente da ben ben de tempo o l'è 'nna sacca de poertæ . Dunca a poertæ a l'è 'nna costante . S'a l'è peggiorâ l'è söviatûtto pe corpa de l'esploxon demografica ( promossa ascì dä Gexa Cattolica ) . Dunca quello c'o spiega a marea montante l'è a söviapopolassion , no a poertæ . Ma l'è ascì - e sto chie l'è o punto che tante votte o no se piggia in consciderassion - l'eroxon da popolassion agricola . Chi vive in sciä tæra o vive ascì da tæra ; o no l'è mai ûn disoccûpou . A  mancansa de löu , e dunca 'nna famme sensa remedio , caratterizza i agglomeræ ûrben . L'agricortô c'o và in çittæ o perde o so çibbo natûale e pe de ciû o deve sopportâ di costi monetäi che primma o no l'aveiva . E coscì o diventa "sc-ciûmma da tæra" , ûn disperou serrou in te de trappole mortali ( dove lë o s'è auto-serrou sensa saveîlo ), dä quæ pe vive se pêu söo scappâ . E purtroppo queste trappole mortali l'è propio in to terso mondo che se moltiplican .
[....] No besêugna dunca illûdîse . O problema o no se risolve piggiando immigræ . Perchè a lö prescion a no l'è nè congiuntûale nè çiclica . Chi intra no serve a redûe o nûmmero di intranti ; serve a-o conträio a ciammâne di ätri .
[....]Ammisso che l'integrassion o segge l'obiettivo da perseghî , allöa comme se ghe arrïa ? A-i bambanolli e a-e bambanolle che se occûpan de sto problema chie in te erte sfere a solussion a pâ ovvia : transformâ l'immigrou in te 'n çittadin  , saieiva a dî " dispensare cittadinanza" . Dunca l'idea l'è che a çittadinanza a l'integre  e che  coscì bastieiva "çittadinizzâ" pe integrâ . Davvëo ? Purtroppo no . A votte l'è coscì , ma e ciû votte no .
[....] O "comme" de l'integrassion o dipende da o "chi" de l'integrando . L'è dunca ciæo che se i immigræ son de natûa diverscissima , a lö integrassion a no pêu ëse gestïa con 'nna mæxima reçetta . Primma aivo distinto 4 tippi de immigrou . Faxendo riferimento a quella tipologia , l'è poscibile che ûn immigrou de tipo 3 ò 4 ( despægio pe religion e pe etnia ) o posse ëse integrou comme l'immigrou de tipo 1 e 2 (despægio söo pe lengua e tradission ) ? No , no l'è poscibile . E l'imposcibilitæ a l'aumenta quande l'immigrou o l'appartegne a 'nna cultûa fideistica o teocratica c'a no destacca o Stato çivile da-o Stato religioso e che o fa de 'n çittadin ûn credente . In ti ordinamenti oçidentali ûn ommo o l'è ûn çittadin pe discendenza ( ius sanguinis ) ò pe "ius soli"  , pe dove se nasce . A-o conträio o mussûlman o reconosce a çittadinanza pe "optimo iure" , söo a-o fedele , a-o credente ; e a quella çittadinanza vegne contestualmente ligâ a soggession ä lezze coranica . A parte tûtto l'integrassion a l'avvegne söo se i integrandi a vêuan açettâ ò a dexideran . Se no , no . A sencia veitæ dunca a l'è che l'integrassion  a l'avvegne tra integrabili e che dunca a çittadinanza dæta a immigræ inintegrabili a no pòrta a integrassion benscì a disintegrassion .
[....] "Çitadinizzâ" no vêu dî integrâ ....
[....] A çittadinizzassion a daià forsa e peiso a coagulassoin de contra-çittadin . Ûn scindico mafioso do Sud Italia , eletto co-i voti mafiosi , saià inevitabile c'o dagghe  favoî ä mafia . O mæximo saià pë comûnitæ extracomûnitäie , sövia tûtto islamiche , se ghe saià dæto diritto de voto  . E quello voto o servïà , con molta probabilitæ , pe fâli intoccabili in sci marciapê , pe imponn-e e lö feste religiose e magara ( problemi za presenti in França ) o chador a-e moggê , a poligamia e l'infibulassion .....

Giovanni Sartori
Pluralismo  , multiculturalismo e estranei
Rizzoli Editore

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Intervista  a Mirko Odepemko ( Ligûia Nêuva ) :" Zena a l'ha bêseugno de 'n scindico concreto , ûn de niätri "
"CASTELLANETA COMME O SCINDICO GIULIANI " .
PAROLLA DE MIRKO ODEPEMKO !
" No son pe l'indipendensa da Ligûia , ma pe 'n Fedealiximo ä Svissera ! " E ancon : " Portâ o zeneize in te schêue e fâlo insegnâ a-i nostri vëgi !"
I nostri lettoî pêuan anâ a lëze chi l'è Mirko Odepemko ä pagina do so scïto : ma quæ son e precedenti esperienze politiche , se ghe son , de Mirko Odepemko?
Io non ho esperienze politiche di rilievo, ma ogni giorno parlo di politica con mio Padre e soprattutto sono nato in un nucleo famigliare che masticava quotidianamente la politica. Questo sicuramente non è sufficiente ma e stata la spinta per affrontare la politica. Infatti, ormai da circa 5 mesi, conduco, con Giovanna Gandolfo, una trasmissione a TELETURCHINO, ogni  martedì alle 21:30 dove parliamo di politica, di sociale e di ogni argomento che interessa la cittadinanza, invitando illustri ospiti come Giudici di Pace, Primari, Professori, Politici, Economisti, ecc. Vengo, inoltre, da una esperienza radiofonica di un anno dove conducevo, presso l'emittente Radio Lanterna, una trasmissione con un taglio simile alla trasmissione televisiva ma con la presenza maggiore di consiglieri comunali, ex-parlamentari , politici. Con queste trasmissioni ho potuto intervistare e soppesare i politici di vari schieramenti e l'unico che mi ha trasmesso ammirazione e indubbia trasparenza e sincerità è stato : Sergio Castellaneta. 
Ecco perchè Liguria Nuova Lista Castellaneta.
Ghe fasso 3 domande in te ûnn-a : perchè ûn zûeno comme Lë o l'ha deciso de dâse ä politica , perchè o l'ha scelto de candidâse propio con Ligûia Nêuva e perchè ûn zeneize o dovieiva vötâ Ligûia Nêuva ? 
La politica è il mio primo amore, io sono laureando in Giurisprudenza e, forse, ho scelto il momento meno adatto per candidarmi, ma sono stufo di "mugugnare" senza fare niente di fattivo. Sono sceso in campo, per usare un' espressione ormai di moda, con Liguria Nuova perchè quando invitai Castellaneta alla Radio, un anno fa, mi resi conto, come ho detto anche prima, che era l'unico leader politico genovese di estrema sincerità che ammetteva i propri limiti e che non cercava di formulare frasi ad effetto solo per un pugno di voti. Ho scelto Liguria Nuova perchè ho molta libertà di azione: ho voluto la sede di Sampierd. (Via della Cella 52 rosso) e nel giro di 10 giorni l'ho ottenuta; se devo fare o prendere delle iniziative vengo appoggiato dal movimento e da Castellaneta, come nel caso dell'interpellanza comunale a favore dei commercianti ed abitanti di Via Buranello che sono stufi di avere una Via buia e rumorosa. 
Il Centro Sinistra ha promessso interventi che non sono mai stati messi in pratica. Io ho le mani legate perchè, per il momento, non faccio parte del Consiglio Comunale, ma Castellaneta si adopera per dare concretezza alle mie iniziative e per cercare di non renderle sterili.
I propoxiti de Mirko Odepemko ûnna votta eletto in conseggio comûnale , ò in te l' opposizion ò in ta maggioranza : quæ son e esperienze personali che o pêu mette ò o vêu mette a disposission da çittæ ?
I miei propositi sono molti o meglio vorrebbero essere molti, ma sono anche sicuro che molti dei miei propositi o progetti potrebbero diventare reali solo se Castellaneta diventa Sindaco di Genova, perchè avendo la maggioranza in Consiglio Comunale si ha maggiore possibilità di riuscita. Comunque io ce la metterò tutta per essere eletto come Consigliere Comunale e cercherò di mettere in pratica almeno il 50% dei punti del mio programma con proposte di legge, che stò già creando, e manifestazioni. Potete leggere il mio programma personale nella seguente pagina internet: http://www.odepemko.it/proposte.htm
Le mie esperienze personali che posso mettere a disposizione della gente sono sicuramente la capacità di ascoltare le persone  e di non prenderle mai in giro, perchè so cosa vuol dire non essere ascoltato e quanto fa soffrire essere presi in giro . Sicuramente in quello che sono maggiormente preparato  è internet, i computer e l'amministrazione, visto che sono, ormai da più di una anno, Amministratore Delegato di una società di capitali (WEB DANCE s.r.l.) della New Economy.
Mi piacerebbe informatizzare, ma nel vero senso della parola, in modo importante e significativo gli asili e le scuole elementari per dare la possibilitˆ ai nostri bambini, che saranno il futuro della nostra Genova, di imparare in modo semplice e veloce le nuove tecnologie che diverranno il loro "pane quotidiano".
In te ûrtime elessoin comûnali o Castellaneta o l'aiva avûo ûn gran successo : saiei in graddo , Castellaneta comme Leader e viatri comme partïo , de ripette o mæximo boom de vöti ?
E' vero, sarà difficile ripetere i risultati del '97, ma è vero anche che Castellaneta non ha mai smesso, in questi 5 anni, di essere costantemente presente e in mezzo alla gente, di ascoltarla e di dare risposte sincere. Mi è capitato di fare molte volte volantinaggio con lo stesso Sergio Castellaneta e ogni due o tre secondi si fermavano i passanti a stringergli la mano e a fargli i complimenti. Ho visto molte volte, invece, il Sindaco Pericu che usciva dal Comune attraversando tutta Via Garibaldi per raggiungere P.zza Fontane Morose dove è posteggiata la sua "auto blu" (di colore grigio)  e nessuno, dico nessuno, che lo fermava per fargli i complimenti o per chiedergli qualcosa. Castellaneta è uno di noi, lo è sempre stato, Pericu è uno "snob" non è mai stato uno di noi.
Perchè , segondo Lë , Forza Italia a no vêu puntâ comme scindico in sce Castellaneta ?
Secondo me Forza Italia, come molti partiti della coalizione di Centro Destra e di Centro Sinistra, sanno che Castellaneta è un leader politico che dice "pane al pane, vino al vino" e difficilmente si farebbe piegare dalle lobby interne ai partiti. Secondo il mio parere, ed è per questo che ho scelto Liguria Nuova, Castellaneta è accomunabile al Sindaco Giuliani di New York (che non era ben visto, in principio dai grandi partiti americani);  il quale per raggiungere ottimi risultati (soprattutto contro delinquenza e disoccupazione) ha dovuto piegare i vecchi assetti cittadini basati su lobby che soffocavano la città e i suoi cittadini, da troppo tempo.
In tanti dixan che Ligûia Nêuva vêu dî Sergio Castellaneta : finïo lë , finisce o partïo . Quæ o l'è o so penscëo ?
Liguria Nuova stà cercando di darsi un assetto tale da non essere più identificata solo con Castellaneta. E' un processo difficile ed impegnativo ma, visto il progetto, ho deciso di farne parte. Abbiamo gli uomini giusti. Castellaneta crede molto nei giovani, come il sottoscritto, che hanno sicuramente poca esperienza politica e molto da imparare, ma se seguiti ed aiutati hanno grinta sufficiente per fare bene. Proprio per questo motivo nel mio Staff, anche se preferisco chiamarla squadra, ci sono persone ed amici che mi seguono, come: Enrico OLANI (cand. circoscrizione Sampierdarena) che ha una notevole esperienza politica e io reputo il mio mentore; Giovanna GANDOLFO (cand. circoscrizione Sampierdarena e Cornigliano) che ha una notevole esperienza sociale per la sua presenza in associazioni di volontariato come la Ghirotti (per 10 anni) ed ora con Sostegno Genovese. Queste sono le persone a me più vicine e più care anche se ho un collaboratore per ogni circoscrizione di Genova (potete leggere le loro schede nella seguente pagina del mio sito: http://www.odepemko.it/collaboratori.htm ) che mi mettono a conoscenza dei problemi della loro zona di competenza per cercare di fare qualcosa di concreto e non le solite chiacchere "fumose da caffè".  Un esempio su tutti, FLOCCARI che è membro del Consiglio di Circoscrizione dell'estremo ponente, mi ha portato più volte a fare un giro a piedi e in macchina per le vie di Voltri e Pra e mi ha segnalato problemi annosi che la Sinistra conosce molto  bene, ma che non ha fatto altro che mandare, qualche volta, il Vice-Sindaco MONTALDO a fare dei sopralluoghi, lasciando le  cose invariate.
Movimento Indipendentista Ligûe , Lega Nord Ligûia e Ligûia Nêuva . No ghe paggian ûn po' troppi 3 partïi ötonomisti che , ben o mâ , se rivolgian a-o mæximo tipo de elettorato ?
Si, a prima vista sembrano troppi e forse lo sono, ma la forza che contraddistingue Liguria Nuova, dagli altri partiti da Lei menzionati, è la figura di Sergio Castellaneta leader indiscusso del partito che viene visto come sindaco di una Genova bisognosa di aiuto e di concretezza come è stato il Sindaco Giuliani per New York. 
O mæ scïto o se occûpa de lengue locali , de tradissoin regionali , politicamente o l'è a sostegno de 'n vëo fedealiximo o in alternativa de 'nna forma ben ben avanzâ de deçentramento regionale . Cöse o pensa Lë de fedealiximo e devolussion ?
Io penso che un vero federalismo alla svizzera, quindi avere le regioni con poteri equivalenti ai cantoni, sarebbe una grande cosa anche se non bisogna dimenticare che alcune competenze come la difesa, la politica estera ed alcune decisioni per la sanità ed altri campi di interesse nazionale devono rimanere assolutamente a Roma. Queste parole, sono convinto, che Le ha già sentite da molti politici e quindi, siccome io non lo sono, le risponderò francamente. 
Ogni qualvolta si cambia un sistema vi è un travaso di poteri (mi passi il termine) che sulla carta sembrano facili da travasare, appunto, ma che nel consueto controllo degli interessi, è un processo difficile e complicato. 
Mi spiegerò  meglio con un detto che mio Nonno diceva spesso: "quando bisogna decidere di tagliare una nuova "torta" ognuno spera di avere la fetta più grande e la più colma di crema".
Gh'è chi invece parla de indipendenza sûbito pe-a Ligûia , za che a decixon do Congresso de Vienna a no l'ea stæta confermâ da nisciûn plebiscito popolare . O so penscëo ?
Io, sinceramente non sono per l'indipendenza assoluta della Liguria, come il Congresso di Vienna aveva stabilito, ma per una emancipazione della nostra regione dai giochi di potere provenienti da Roma o avvallati da Roma. Non è possibile che ogni qualvolta il nostro Presidente regionale Sandro Biasotti deve chiedere dei capitali , debba fare anticamera a Palazzo Chigi , sapendo che il nostro porto Genovese porta nelle casse statali 3.000 milliardi di Lire all'anno.
Cöse o pensa invece do dialetto e cöse o credde se posse fâ pe sostegnî e no fâ möî o dialetto zeneize
Io penso che il dialetto zeneize sia una parte essenziale della nostra storia genovese e di noi genovesi e quindi mi piacerebbe proporre, in consiglio comunale o provinciale, la possibilità di poter scegliere 1 ora alla settimana, presso gli
asili, le scuole elementari e medie inferiori, di studiare e parlare il genovese in classe. Si potrebbe dare voce e quindi possibilità di insegnare ai nostri anziani il loro amato dialetto zeneize.
Emmo visto in te settemann-a passæ quæ mugugni e polemiche pêuan nasce da 'n cartello con sciû scrïto ZENA : quæ o l'è o so penscëo riguardo a sta stöia chi  ?
Il mio pensiero è il seguente: Se ci sono delle regole bisogna rispettarle e se la legge prevede che non si possono mettere cartelli del genere, bisogna non metterli, ma dico anche che se le regole si vogliono cambiare lo si può fare e quindi...cosa  stanno aspettando coloro che dicono di amare la cittadinanza e Genova? Mi riferisco a coloro che le regole possono cambiarle , cioè Pericu e tutta la sua Giunta.
Io sono d'accordissimo nel mettere, all'entrata della nostra città , il cartello con su scritto "ZENA", ma sono, anche dell' idea che bisogna togliere i cartelli con su scritto "città denuclearizzata" visto che in Italia non esistono centrali nucleari e che il cartello è assolutamente inutile. Per quanto riguarda il cartello con su scritto "ZENA" stavo pensando di fare una petizione attraverso internet: lasciate un Vostro messaggio nel Forum del mio sito sotto la voce ZENA ( http://www.odepemko.it/forum.htm ) , se saremo in tanti potremmo  far cambiare questa stupida regola.
Castellaneta a meitæ de dixembre o l'ea anæto a Milan , a sostegno da manifestassion padann-a contra l'immigrassion clandestinn-a e a favô do nêuvo progetto de lezze pe l'immigrassion Bossi -Fini ? Odepemko comme a pensa riguardo a-i gravi problemi da clandestinitæ ?
Sono stato anch'io a Milano in corteo pe la regolamentazione dell'immigrazione clandestina. La clandestinità è un grave problema e soprattutto un problema molto preoccupante visto che questa povera gente viene usata dalla criminalità come schiavi della illegalità. La schiavitù non è mai finita, al giorno d'oggi la maggiore schiavitù dell'uomo è la clandestinità.  Per questo motivo la domanda che bisogna farsi a priori è: "Chi ha interesse ad avere, nel suolo italiano, migliaia di clandestini? Io fossi un clandestino me la prenderei con lo Stato che mi "ospita" o meglio che mi fa essere uno schiavo. Sarà utopia, ma a mio avviso ci vuole il pugno duro contro i clandestini che delinquono ma maggiore pugno duro contro coloro che non sono certamente clandestini ma che comandano e si arricchiscono sulla clandestinità altrui. Nel periodo di Natale c'erano in Via XX Settembre extracomunitari che vendevano CD masterizzati, magliette e cappelli griffati non originali, ecc. Qualcheduno quei prodotti glieli fornisce a quei poveri uomini che sono costretti a venderli per un pezzo di pane. Non vorrei aggiungere altro a riguardo anche se non riesco proprio a non dire ai politici di fare due passi, senza guardia del corpo e senza farsi riconoscere, fra i vicoli del Centro Storico e fra le vie della nostra città.
Fra i tanti problemi de Zena , l'è de attualitæ quello de Acciaierie de Corniggen . Se porrià mai arrivâ a 'nna solussion c'a posse accontentâ tûtti , politiçi , imprenditô , abitanti e operai ?
Il problema delle acciaierie di Cornigliano è un annoso problema e sarà difficile trovare una soluzione che accontenti tutti anche perchè mio padre mi dice sempre che quando si cerca di trovare una soluzione che accontenta due o più parti, ognuna di  esse deve uscire, dalla trattativa, insoddisfatta perchè ha concesso, all'altra parte, una delle sue richieste.
Comunque a parte ciò  io penso che bisogna, in primis, accontentare o meglio proteggere la catena più debole cioè gli operai ,  poi proteggere la cittadinanza e la loro salute e poi, solo poi, l'imprenditore.
Quando si hanno degli interessi da difendere è più facile proteggere le proprie lobby che rafforzano il partito e, raccontare  delle balle agli operai e alla cittadinanza. E' indicativo il fatto che la Sinistra, negli ultimi tempi, escluso l'ultimo anno, ha governato la Regione, Provincia e Comune ed era anche promotore dei cosiddetti comitati spontanei composti dai  cittadini. E' l'unico partito che riesce ad essere al governo e fare critica contro il governo stesso.

Segondo lë , o corpo de man de Biasotti con l'emendamento in ta finanziaria 2002 o l'è stæto söo propaganda o ghe porrià sciortî quarchecösa de bon ?
Il "Colpo di Mano" di Biasotti è stato, a mio avviso, giusto e coraggioso ; non ha pensato solo ai voti, come da anni ha fatto e stà facendo la nostra amata sinistra che in più di 10 anni non ha voluto risolvere il problema.
Ricordiamo che solo per merito di Biasotti e della sua maggioranza (della quale fa parte anche Liguria Nuova) il problema acciaierie quindi: occupazione, inquinamento e fruimento del suolo prospicente al porto genovese che ha un valore inestimabile, è stato risolto. 
Non penso che sia una manovra politica per trovare consenso, anzi è stata una manovra concreta e coraggiosa, degna dalla fama di Biasotti uomo concreto e decisivo, in molte occasioni, per la nostra amata liguria.
Indicativo sarebbe anche la grossa torta regalata a Natale dai vari comitati di Cornigliano al Presidente della Ragione Sandro Biasotti.
C'o dagghe ûn voto pe i çinque anni do goerno Pericu 
La giunta Pericu è sicuramente stata "senza infamia e senza lode" come diceva spesso una mia prof delle superiori quando consegnava i temi corretti ai quali assegnava un "6 con tre meno". Il Sindaco Pericu e il suo Vice Sindaco Montaldo hanno saputo sfruttare alcuni momenti storici e, quindi, capitali provenienti da Roma o dalla Regione (il caso di Via San Lorenzo è indicativo: la stessa Via è stata rifatta per merito e con i soldi della Regione) per abbellire la città in alcuni  suoi punti "dando fumo negli occhi ai cittadini". 
Pericu è un grande avvocato e professore ma non è un cittadino comune, ricordiamo che è uno degli uomini più ricchi di Genova che non cammina fra i cittadini, che non usa i mezzi pubblici come noi comuni mortali e quindi non sa e non può sapere minimamente cosa voglia dire abitare in alcune zone della città e quali sono i veri problemi della gente che combattono ogni giorno contro la delinquenza, contro i disservizi, contro una metropolitana che non ha fatto un passo avanti da quando c'è Pericu (non mi sembra che abbiano aperto nuove stazioni metropolitane), contro piccoli problemi quotidiani che sommati fanno diventare le giornate un calvario. 
Genova ha bisogno di un uomo nostro e come noi, che ascolta la gente comune e che faccia gli interessi della città, non solo  di una parte di essa, che poi è sempre la solita.
E ûn voto pe o travaggio d' opposission de Ligûia Nêuva
Liguria Nuova ha cercato di mettersi al servizio della cittadinanza soprattutto con il suo leader che è sempre fra la gente  ad ascoltare i genovesi e i loro problemi. 
Le faccio un esempio su tutti: Castellaneta ci dice, in tutte le riunioni, di dedicare uno spazio importante della nostra  giornata nello stare ad ascoltare le esigenze della gente e di relazionargliele per fare petizioni, volantinaggio, manifestazioni e interpellanze comunali, provinciali e regionali. Tutto questo soprattutto per le questioni che la Sinistra reputa di poco conto. 
Vi dico questo perchè nella trasmissione che conduco con Giovanna Gandolfo su TELETURCHINO ogni martedì, abbiamo invitato un esponente dei DS, per parlare del problema acciaierie e dei problemi di Genova e dell'entroterra insieme ad un esponente di Forza Italia, mandando un fax alla loro Segreteria. Ci hanno risposto che non sono interessati alle tematiche e alla trasmissione.
Giudicate Voi! 
Un altra piccolissima riflessione: avete mai visto i baroni della politica come Pericu, Marta Vincenzi, Montaldo, Burlando e quant'altri fare volantinaggio a contatto con la gente? Io mai! Castellaneta lo fa quasi sempre con volantini in mano che dà ai passanti come un comune cittadino che sente il dovere di fare qualcosa per i zeneizi e per zena.
Quæ son segondo Ligûia Nêuva e neçessitæ prioritäie pe Zena ?
Le priorità secondo Liguria Nuova sono purtroppo tante, vista l'incapacità di governare di Pericu, Montaldo e della sinistra tutta.
Le vere priorità sono: 
- Spingere e sollecitare il Questore di Genova e le forze dell'ordine in generale ad essere più presenti nel territorio; 
- Risolvere il problema acciaierie e cercare di concedere quelle terre di valore inestimabile (ricordiamo che sono state date in concessione per 50 anni a Riva a 1400 lire (0,72 Euro) al metro quadrato, quando il loro valore è superiore alle 500.000 lire (258,22 Euro) al metro quadrato) a coloro che devono garanzie ai lavoratori e alla cittadinanza per uno sviluppo tale che impedisca un continuo spopolamento della città (10 anni fa eravamo in 800.000 abitanti, ora siamo 632.000);
- Cercare di non sperperare soldi come nel caso della metropolitana e della società creata "ad hoc" per il cosiddetto Tunnel ,  la Genova Tunnel S.p.A., creata, caso strano, all'inizio della campagna elettorale e per accontentare una parte di imprenditori e lobby che vogliono e devono essere aiutati per aiutare;
- Dare responsabilità, non solo nel prendere lo stipendio, per coloro che sono a capo di progetti importanti e non svolgono il loro lavoro secondo le aspettative e le tempistiche previste a priori. Gli esempi potrebbero essere infiniti:
1) Metropolitana; 
2) lavori di vie e piazze che si tirano avanti da anni con scadenze disattese; 
3) costruzione realizzate da poco che vengono a degradarsi producendo un danno per l'economia della città; 
4) costruzioni realizzate con i soldi della collettività comunale e poi abbandonati e lasciati al degrado (vedi campi da calcio, bocce, basket e pallavolo, sulle alture di Voltri).
Ricordiamo che Genova ha un debito altissimo e i bilanci sono incredibilmente in rosso da quando c'è la sinistra che ci governa. 
Questo è dovuto all'incapacità di governare la cosa pubblica o meglio di governarla in un certo modo.
 



Pe chi voese contattâ Mirko Odepemko ghe pêu scrive a-o so addresso email :
Mirko@odepemko.it


Mirko Odepemko , 
candidou de Ligûia Nêuva
pë elessoin comûnali do 2002




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A ZENA SE XÖA CO-A FEDE
Quande l'è nasciûo o cristianeximo , no existeivan e gexe e o Gexù Cristo o predicava a poula do Segnô in gïo pë ciazze , in te grotte , in te case , pë stradde . Dappêu a mæxima cösa a l'ëa toccâ a-i so apostoli , gïando pe-i paixi e e ïsoe do mediterraneo . 
No gh'ëa de gexe 2000 anni fa : a Gexa a s'attrovava in te quelli lêughi dove se predicava o Vanzê. L'è passou ben ben di anni ma e cöse , pêu pai finn-a strano , no son cangiæ poi coscì de tanto .
Basta anâ a vedde l'aeroporto internassionale "Cristoforo Colombo" de Zena . Comme 2000 anni fa , ascì chi se sente a poula do Segnô : ma scibben l'exista o cappellan , o Don Mario German , no l'existe ancon a  cappelletta . E , comme i antighi apostoli , asci Lë o l'esercita e so funsoin dove capita , dove l'ente aeroportuale o ghe metta a disposission ûn locale . 
Ûnna cappelletta , dunca , c'a no l'existe fixicamente , ma che za comunque a l'existe virtualmente . Provæ ûn po' a anâ a vixitâ o scïto de l'Aerocappellania de l'aeroporto zeneize : o l'è ûn scïto c'o merita vëamente de ëse vixitou , misso sciû no söo pe-i zeneixi , ma söviatûtto pe-i foresti che arrivan a Zena o che da Zena partan . 
Bella a presentasion grafica inissiale , c'a ne fà vedde sûbito a toua di argomenti do scïto in väie lengue . In ciû , o Don Mario , pe-i fedeli , o l'ha çercou de remediâ ä mancansa da cappella çernendo e gexe ciû vixinn-e a l'aeroporto co-i relativi oräi . Ma gh'è de ciû pe-o foresto chi l'arriva a Zena e vêu parteçipâ a 'nna Messa in ta so lengua : o pêu attrovâ a funsion religiosa in ingleise , tedesco , spagnollo e italian ciû vixinn-a , co-i menuti da fâ in macchina o in taxi pe arrivâ ä gexa . 
Gïando pe-o scïto poei attrovâ asci 'nna pagina di väi Santûäi ligûi , di  interessanti penscei do Don Mario e ascì ûn forum dove a gente a ghe lascia salûi e messaggi . 
E poei asci scrivighe in zeneize : o Don Mario , scibben o no segge de Zena , o capisce ben a nostra lengua .......
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ZENA A SE CRÊUVE A SCHENN-A
I forti che çintan a çittæ vegnian transformæ co-i interventi do comûne e di privæ . Previsti bar , ostäie , çinema , agritûrismo .

Ûnna nêuva grande transformassion se prepara pe Zena : doppo avei riportou  ûn po' de vitta davanti a-o çentro storico , in to Porto Antigo grassie a-e colombiann-e , doppo i rinnêuvi de quarche via e ciazza , da De Ferrari a Via San Loenzo , grassie a-i travaggi do G8 , oua a nostra çittæ a comensa a rinnovâse ascì ä schenn-a . Comme aveivo za dïto in sciö nûmmero passou in te'n breive articolo , ascì i forti che stan in scï monti derê a Zena g'avian di importanti cangiamenti . 
L'occaxon de rinnovâ i forti , de mette a nêuvo a storica çinta difensciva zeneize , a s'accompagna ä necessitæ de dâ vitta a ûn parco tematico ûnico in to sò genere in Europpa , donde saià poscibile attrovâ di agritûrismi e di alberghi , attrovâ bar e ristoranti , poei fâ attivitæ sportiva  , anâ a-o çinema e a-o teatro .
O comûne o l'ha za misso a punto ûn cian c'o partià in breive tempo : i primmi stanziamenti son za in arrivo . In te sta opëa o comûne o l'ha çercou ascì l'aggiûtto di privæ , e grendi grûppi che opëan in ti campi da cultûa e da riçerca se son za fæti avanti .
Se tûtto l'anià ben , porriemo attrovâ a-o Forte San Martin ûn çentro telematico da poliscia , mentre a-o Forte Richelieu ghe saià o poligono de tïo de Carbinê e da Finansa . 
A comensâ co-i travaggi  saià però o Forte Begou , dove za primma do 2004 porriemo vedde ûn palazzo do sport e 'nna schêua pe anâ a cavallo e de sale mûxicali . A nêuva vitta a l'arrivià ancon primma pe-o Forte Speron dove , in ta proscima estæ , o Teatro da Tosse o l'impià e nêutti co-i sò spettacoli . Tûtto in atteisa che in te sto Forte chi possan trovâ posto ûn ristorante panoramico , ûn albergo e tanti spazi pe mostre e convegni .
I çentri de agritûrismo saieivan stæti decisi pe-i Forti Quezzi e Tenaggia , mentre ä Croxetta se faià ûn çentro pe-i zoëni , con attivitæ sportive e parchi de zêughi . E finimmo co-e ätre fortezze : a-o Puin ghe saià ûn rifûggio pe escûrscionisti , mentre pe-o Santa Tecla gh'è za ûn accordio cö çentro Tûmori pe fâne ûn di çentri de riçerca ciû avanzæ . A-o Forte Ratti infinn-e se pensa de fâghe ûn ostello pe-a zoentû . L'è l'ûnico moddo pe fâ rivive i nostri forti .....................

Chi de sövia poei vedde 'nna cartinn-a co-i forti de Zena
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CAMOGGI A NO SE SCORDA DI SÒ FIGGI
O paise levantin mobilitou pe çercâ de mandâ aggiûtti a l'ïsoa de Tristan da Cunha , dove vivan discendenti de 2 mainæ camoggin .


Tristan da Cunha , scoverta in to 1506 da l'omonimo mainâ portogheize , a l'è l'ïsoa ciû diffiçilmente raggiungibile do mondo : a se trêuva a 37.08° sud e a 12.28° ovest , 2400 km de distansa dä Çittæ do Cappo e 1900 da l'ïsoa de S.Elena , dä quæ a depende comme amministrassion .
Perchè a Camoggi e oua o Faro Ligure van a interessâse de sto tòcchetto de tæra de forma çircolare ( 78 Km quadræ ) e con ciû o meno 300 abitanti ? Ma perchè a stöia de questa ïsoa a no l'è söo ligâ a Napoleon , esiliou lì vixin a S.Elena , o fæta dä momenti de colonizzassion de tanti mainæ e offiziali ingleixi , olandeixi , americhen , ma ascì da Ligûi e pe-a ëse ciû precisi da due mainæ camoggin : Lavarello e Repetto .
Eh sci , perchè in to lontan 1892 o Brigantin Italia , de 'n armatô ligûe , o l'aiva fæto naufragio contra i schêuggi de l'ïsoa e alloa i due mainæ , comme ringrassiamento , aivan deciso de fermâse lì e mette sciû famiggia . L'è pe questo che chi se pêu attrovâ mesc-ciæ a cognommi anglosassoni , ascì i cognommi Lavarello e Repetto .
Poemo dî che st'ïsoa chi a l'assomegge a ûn ätro mondo : tûtti vivan in armonia e paxe , a delinquensa e a disoccûpassion son totalmente sconosciûi . L'è chi alloa che o Tomasin Mou o l'aiva scrïto l'Utopia ????? Pensæ che quande a nave c'a rifornisce de çibbo S.Elena , Tristan e Ascension a ritarda e i raccòlti de quarche famiggia  son ûn po ciû scarsi , e ätre famigge mettan quello che g'han de ciû pe poei aggiûttali finn-a a l'arrivo da nave . Pêu pai finn-a strano ma chi a proprietæ privâ a l'è stæta introdûta in to 1999 . I abitanti vivan de allevamento ( pëgoe e crave ) c'o ghe dâ carne , lann-a e læte , e de 'nna fabbrica de pesci inscatolæ .
Cöse dî ? A primma vista o paieiva 'n paradiso in sciä tæra , ma in ta realtæ gh'è ûn problema . A natûa ogni tanto a ghe dâ contra : in to 1961 ûn vulcan o l'aiva fæto scappâ tûtti i abitanti , ma sti chi , doppo dui anni , no riuscendo a ambientâse in ta çiviltæ attrovâ fêua da l'ïsoa , ëan za tûtti rientræ in te lö vegie case . In to 2001 ûn tremendo çiclon o l'ha torna misso in zenoggio a debole economia e a vitta çivile de Tristan da Cunha . L'ospiâ , ciammou "Camoggi Ospital" , o l'è inûtilizzabile e i magasin han perso tûtte e sementi e tûtto o raccolto de patatte . L'è pe questo che a Camoggi in to 2001 han misso sciû tante manifestassoin pe poei recchêugge dinæ e fondi da poei mandâ comme aggiûtti pe quella gente . Se ascì viätri voesci parteçipâ ä raccolta poei ciammâ a Pro Loco de Camoggi (0185 771066) pe fâve dî o nûmmero de c/c o in ätro moddo pe accattâ de T-Shirt o quæ ricavou o l'anià a l'ïsoa de Tristan da Cunha .
Pe finî voeivo dâve l'addresso de 'n scïto ingleize dedicou a Tristan : http://www.sthelena.se/tristan/tristan.htm, dove poei ascì attrovâ tante informassoin comme pe fâ 'n esempio i oräi e i prexi da nave c'a fâ serviçio tra a Gran Bretagna e e ïsoe de S.Elena , Ascension e Tristan da Cunha . Sëro segnalandove ûn libbro de  Anna Lajolo e Giulio Lombardi "L'isola in capo al mondo" edito dä Nuova Eri , con 157 pagine a-o prexo de 'nna dozzenna de euro .
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I LIGÛI COMME I EGISSIEN COSTRUIVAN PIRAMIDI !!!
A porrieiva ëse 'nna straordinäia scoverta quella che han fæto di archeologi in ta ciann-a brianzêua , pe-a precixon vixin a Montevëgio in provinsa de Lecco . Tre piramidi che , da ciû de 5000 anni , stavan lì , ascose , a testimoniâne e nostre origini storiche . A scoverta dë ste tre piramidi a l'è stæta fæta pe cäxo . Vint'anni fa , quella zona li , a l'ëa diventâ Parco Regionale da Region Lombardia , e nisciûn , ma propio nisciûn , s'ëa mai dæto conto de quello che se stava sciaccando co-i pê . 
L'è stæto analizzando 'nna fotografia da l'erto de quelle zone , che l'archeologo Vincenzo Di Gregorio o l'aiva notou ûn grûppo de strûttûe molto strane . 
A forma a l'ëa piramidale e quande o grûppo de archeologi o l'è anæto a vedde in sciö posto se son accorti che quelle montagnette no ëan natûali , benscì ëan de vëe e propie opëe de architettûa .  L'analixi a l'ha dappêu açertou che son stæte scorpïe in ta prïa , in te 'n coston roccioso c'o stava li da tantiscimi anni , ûn po comme a l'ëa stæta scorpïa a Sfinge egissiann-a . Ste opëe son erte 40-50 metri , scorpïe segondo ûn andamento a gradoin , can tanti paggiêu scimile a tante ätre piramidi che se pêuan vedde in te çivilte misteiose comme i maya e i aztechi . A datassion fæta da-i archeologi a parla de 4000-5000 anni fa , saieiva a dî intorno  ciû o meno a-o 3000-3500 a.c. . 
A primma de queste 3 piramidi a l'è stæta ciammâ "Collina dei cipressi" za che propio in çimma gh'è , missi in tondo , dozze çipresci a çircondâ ûnna grande prïa de granito . 
A segonda a l'è stæta ciammâ "Belvedere Cereda" , dove oua se stan conçentrando i travaggi de scavo perche in ta çimma l'è stæta attrovâ 'nna costrûssion çeltica do 500 a.c. , mentre a tersa , ciû a est , a l'è ancon coverta da 'nna fitta boscaggia .
 cösa ciû sorprendente a l'è che e tre piramidi ligûi g'han o mæximo orientamento  dë piramidi egissian-e de Cheope , Chefren e Miçerino , saieiva a dî  in corrispondensa da Çintûa de Òrion ( Osiride )